Un libro racconta quei 10 secondi

25 Agosto 2023

Baccari ha perso moglie e figlio, domani a Capitignano parlerà della sua tragedia

CAPITIGNANO. Il sindaco di Capitignano Franco Pucci a 7 anni dal terremoto che distrusse Amatrice ha promosso la presentazione del libro di Luca Baccari “10 secondi”, che racconta la tragedia personale dell’autore, il quale il 24 agosto del 2016 perse la moglie e il figlio. La figlia Giulia fu estratta dalle macerie dopo 8 ore. L’appuntamento è per domani alle 18 nella piazza del Muretto di Capitignano. La presentazione del libro sarà anche l’occasione per un dibattito su ciò che avvenne 7 anni fa e sulla difficile ricostruzione del Centro Italia. Ci saranno, con il sindaco di Capitignano, l’ex primo cittadino dell’Aquila Massimo Cialente, che si recò subito ad Amatrice, l’ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, che la mattina del sisma via radio fece capire a tutti l’entità del dramma, e l’attuale primo cittadino del comune laziale Giorgio Cortellesi. Presenterà Cristina Rotoloni. Letture a cura di Alessandra Fulvi, Franco Trocchi e Sara Salini. Ci sarà Maria Corona Squitieri, curatrice del volume. Il libro, si legge nella nota editoriale, «è una storia d’amore e di dolore. Luca Baccari racconta senza filtri i progetti, la quotidianità familiare e poi la perdita della sua amata moglie Emanuela e di suo figlio Pietro. Ma racconta anche la ricostruzione della sua vita e quella della sua primogenita Giulia, estratta dalle macerie. Il bar taverna di Luca ad Amatrice stava per chiudere dopo una giornata frenetica. Tanti turisti e clienti abituali. Sono così i giorni di agosto, ancor di più se vicini all’appuntamento con la Sagra degli spaghetti all’amatriciana. Dopo una giornata passata con la famiglia, Luca si apprestava a chiudere il suo bar taverna. Erano le 3.20 del 24 agosto 2016. Salì a casa per depositare l’incasso, fece piano perché i suoi bambini dormivano. Emanuela dormiva serena in camera da letto. Tornò in strada e si avviò verso il bar. Doveva sistemare le ultime cose per la mattina dopo, poi si sarebbe concesso poche ore di sonno. Fece per entrare nel bar ma un boato lo investì. Una bomba. Il terremoto prima fece oscillare la terra, poi sussultare. Si girò verso la casa, rasa al suolo, e con la forza della disperazione risalì le macerie. Si inginocchiò e scavò. Scavò e urlò».(g.p.)
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