Un macchinario per “Progetto incontro”

30 Marzo 2019

“Missione possibile” dona uno strumento per i laboratori del centro diurno per persone con disabilità

MONTESILVANO. La generosità di «Missione possibile» colpisce ancora: dopo il Kenya, l’associazione montesilvanese ha fatto felici decine di famiglie nella propria città. Dopo aver fatto il pieno di sorrisi e gratitudine nei villaggi africani appena una settimana fa, dove la squadra coordinata dal presidente Pino D’Atri da anni porta avanti progetti in ambito sanitario e scolastico, i volontari hanno dimostrato il loro grande cuore donando un prezioso strumento all’associazione Progetto incontro.
Un gesto di grande solidarietà nei confronti di una realtà attiva da 30 anni, che accoglie gratuitamente oltre 40 persone con disabilità, con il supporto di 7 operatori, ma che rischiava di chiudere i battenti. All’interno del laboratorio di via Corno Grande, infatti, oltre ai laboratori del centro diurno dedicato alle persone con disabilità più severe, è attiva anche una falegnameria e vengono svolte attività artigianali che consentono all’associazione di realizzare bomboniere e gadget di vario genere da vendere come forma di autofinanziamento.
Un lavoro encomiabile ma anche dagli alti costi che rischiava di spingere l’associazione ad abbassare per sempre la saracinesca. A raccogliere il grido d’aiuto dell’associazione sono arrivati i volontari di «Missione possibile» che, grazie ai fondi raccolti attraverso tornei di burraco e mercatini, sono riusciti ad acquistare un macchinario di ultima generazione che consentirà al laboratorio di dare un nuovo slancio alle proprie attività, aumentando l’offerta e diminuendo i costi di realizzazione degli oggetti. Il dono di «Missione possibile», costato oltre 10mila euro e che consente di incidere su legno, carta, cuoio, pannolenci e plexiglass, è stato inaugurato ieri mattina alla presenza del sindaco Francesco Maragno, dei presidenti della due associazioni Pino D’Atri e Attilio Toriello, ma soprattutto dagli utenti e dai loro familiari.
«È stato un grande impegno per noi raccogliere i fondi, ma oggi siamo contenti di aver consentito a questa splendida realtà non solo di rimanere aperta, ma di fare un grande salto di qualità», ha evidenziato D'Atri prima di ricevere il primo lavoro realizzato con il nuovo macchinario, una targa di ringraziamento in cui si legge una frase di San Francesco d’Assisi. (a.l.)
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