Un testimone: lo colpiva con calci alla testa

3 Gennaio 2020

Spinelli è entrato nella casa abitata da una coppia, ha fatto gli auguri a tutti e ha aggredito Cervoni

PESCARA. «Ho visto quell'uomo che sferrava dei calci sulla testa del ragazzo che era a terra in una pozza di sangue e gli diceva di rialzarsi. E insieme a quell'uomo c'era anche una donna che gettava dell'acqua sul ragazzo». C'è un testimone oculare che ha assistito alla seconda parte dell'aggressione a Marco Cervoni, il tossicodipendente deceduto in ospedale dopo la brutale aggressione da parte di Guerino Spinelli, fermato dalla polizia subito dopo. La testimonianza chiave raccolta dalla polizia è doppiamente preziosa in quanto l'uomo avrebbe fornito una ricostruzione dei fatti compatibile, secondo il pm Paolo Pompa che ha chiesto al gip Elio Bongrazio la misura cautelare del carcere per Spinelli, con quella di altri due testi che sarebbero quelli che dividevano l'appartamento di via Tavo con la vittima, un uomo e una donna di origine romena. Il teste ha effettuato anche il riconoscimento fotografico del presunto omicida (difeso dagli avvocati Luca Sarodi e Melania Navelli), persona che comunque conosceva in quanto abitava nella stessa zona del così detto Ferro di cavallo. Ma l'aggressione a Cervoni sarebbe iniziata dentro l'appartamento di via Tavo 171 dove la vittima si recava soltanto per dormire, stando a quanto sostengono il proprietario di casa e la sua convivente che era amica di Cervoni. Il presunto omicida, stando a quanto raccontato dai due, sarebbe entrato in casa dando a tutti gli auguri di buon anno e avrebbe iniziato a picchiare la vittima. Sarebbe poi stato invitato dal padrone di casa a portar Cervoni fuori dell'abitazione per evitare coinvolgimenti in quello che sembrava una sorta di regolamento di conti.
«Perché non mi hai risposto al telefono?», sembra abbia detto Spinelli alla vittima, insultandolo. Cervoni prima di uscire sarebbe andato in bagno e anche lì sarebbe stato rincorso dall'indagato che avrebbe ripreso a picchiarlo per poi trascinarlo per un braccio sul pianerottolo di casa dove sarebbe stato visto prenderlo a calci dal testimone. Trasportato in ospedale dal 118, chiamato proprio dal testimone, Cervoni sarebbe morto poco dopo per «arresto cardiaco in abuso di sostanze stupefacenti in policontuso con trauma cranico con ferite multiple». Prezioso il lavoro degli agenti di polizia che quasi nell'immediatezza si sono resi conto che qualcosa non andava in quella coppia che condivideva l'appartamento con la vittima. Erano estremamente agitati e soprattutto la donna aveva inveito contro gli agenti, per poi spegnere la luce della camera e tonare a dormire su di una brandina. Ma quella brandina era tutta sporca di sangue: e sangue c'era anche nel bagno di casa. Non solo, ma gli agenti hanno anche trovato una stampella, che apparteneva alla donna romena, sporca di sangue: «Perché avete usato la mia stampella? In che casino mi avete messa», questa l'inequivocabile frase pronunciata dalla romena che, insieme al convivente, dopo l'aggressione avrebbe cercato di togliere con l'acqua le diverse tracce di sangue lasciate in casa dalla vittima. Spinelli questa mattina verrà sottoposto dal gip all'interrogatorio e poi il giudice dovrebbe formalizzare la misura cautelare nei suoi confronti. Intanto, sempre oggi, il medico legale Giuseppe Sciarra, effettuerà l'autopsia sul corpo di Cervoni.