Una casa trasformata in discarica, scatta lo sgombero in via Genova

Polizia locale, carabinieri e vigili del fuoco in azione dietro la pineta per liberare un edificio a rischio All’interno cumuli di rifiuti, avanzi di cibo e bombole di gas. Forconi: «Mai più ghetti nella nostra città»
MONTESILVANO. Materassi a terra tra resti di cibo, mozziconi di sigaretta, rifiuti di ogni genere e bombole del gas collegate a fornelli da campeggio. Uno scenario davvero disgustoso quello che ieri mattina si sono trovate di fronte le forze dell’ordine intervenute in via Genova per dare seguito a un’ordinanza di sgombero firmata nei giorni scorsi dal sindaco Ottavio De Martinis.
Intorno alle 9, gli agenti della polizia locale, sotto il coordinamento del comandante Nicolino Casale, supportati dai carabinieri di Montesilvano e dai vigili del fuoco, sono arrivati al civico 24 della traversa del retropineta che collega via Chieti a via Firenze per sgomberare coattivamente un immobile dichiarato inabitabile per motivi di sicurezza e igienico-sanitari. Lo scorso 27 settembre, infatti, il primo cittadino De Martinis aveva firmato un’ordinanza di inabitabilità dell’edificio di via Genova, intimando agli occupanti abusivi degli alloggi al piano terra di abbandonare lo stabile. Nel provvedimento si anticipava anche che, in caso di mancata osservanza dell’ordinanza, si sarebbe proceduto con lo sgombero forzato. All’origine della decisione del sindaco, due sopralluoghi e altrettante relazioni: il primo eseguito dai vigili del fuoco che lo scorso 8 agosto avevano dichiarato l’abitazione non idonea all’utilizzo di apparecchiature a gas; la seconda del 10 agosto, in cui la Asl, dopo aver visitato i locali, li dichiarava antigienici e inabitabili.
Il primo atto del Comune, dunque, è stato quello di diffidare il proprietario dell’immobile di via Genova a mettere in sicurezza la casa, il quale il 14 settembre, tramite il suo legale, ha comunicato all’ente che i locali erano occupati abusivamente da soggetti che lo avevano adibito a ricovero e che, non solo non gli consentivano di eseguire quanto richiesto, ma neanche di avvicinarsi all’immobile di sua proprietà. A quel punto sulla questione è intervenuta anche la prefettura di Pescara che ha accelerato l’iter di sgombero avvenuto ieri mattina. Nell’appartamento, trasformato in quattro monolocali, gli agenti hanno trovato due extracomunitari che sono stati allontanati, per poi accedere agli ambienti insalubri di via Genova. Al suo interno, scatolette di tonno, pezzi di pane, bombole collegate e a fornelli da campeggio, mozziconi di sigarette, taniche di acqua utilizzate per utilizzare il bagno, piatti sporchi, cataste di rifiuti di vario genere e materassi a terra. Dopo lo sgombero, tutti gli accessi dell’abitazione sono stati murati per evitare nuove occupazioni abusive.
Il blitz di ieri è stato accolto con soddisfazione dal consigliere comunale con delega alla Sicurezza Marco Forconi: «Ringrazio la polizia locale, i carabinieri e i vigili del fuoco per l’operazione», commenta. «Attività che conferma l’importanza del monitoraggio costante del territorio e delle segnalazioni civiche. La linea politica dell’attuale amministrazione è molto chiara: mai più ghetti in città, né italiani né stranieri».

