Una cena al buio per condividere il disagio

27 Giugno 2024

Giornata contro le droghe. Iniziativa del Ceis con ottanta partecipanti tra non vedenti e volontari

PESCARA. Una cena degustata completamente al buio per sensibilizzare alle condivisioni del disagio. Nella Giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di droghe (istituita a Vienna nel 1987), svoltasi ieri, il convivio è stato organizzato dal Ceis (Centro italiano di solidarietà) guidato dal 1981 da Anna Durante e dall'Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uic) col patrocinio del Comune di Collecorvino. “Con-tatto, per una esperienza di ben-essere” è il titolo dell’iniziativa che si è svolta nella serata di ieri nella comunità Il Faro di via Lombardia, a Collecorvino. Ospiti, una ottantina di persone tra non vedenti e volontari, operatori e giovani del Ceis e dell’Uic, che hanno cucinato i prodotti donati dalle aziende del territorio e poi si sono radunati intorno ai tavoli per testimoniare il significato di una vita al buio. «Alla cecità fisica si unisce la cecità interiore» spiega Durante, colonna storica del Ceis che dagli anni ’80 a oggi ha salvato la vita di oltre 3mila persone affette da tossicodipendenza, «e l’obiettivo è creare dei momenti di umana condivisione per meglio comprendere la preziosità delle relazioni».
In un momento in cui la comunità è sconvolta dall’omicidio del 17enne Christopher Thomas Luciani, ucciso per un pugno di soldi legati alla droga, Durante commenta: «Non ci sono parole rispetto al dolore profondo che suscita un tale evento» e ricorda, dall'alto della sua straordinaria esperienza nel settore delle dipendenze, «che dalla droga si può uscire». «Io stessa siederò al tavolo», ha detto ieri prima dell’evento, «perché anch’io come gli altri voglio capire cosa si prova stando totalmente al buio. Un’esperienza forte che si svolge per la prima volta, ma che in altre forme abbiamo celebrato negli ultimi 36 anni imparando che la vita è misteriosa e che ognuno l’affronta con la propria unicità».
E poi riflette, il presidente del Ceis: «Avverto lo stupore della crescita della nostra organizzazione, in trincea come il primo giorno e un entusiasmo sempre vivo, tra fatica, dolore e paure. E voglio rivolgere un pensiero di gratitudine alla mia squadra di circa 30 elementi» che dal 1981 è al suo fianco nel segno tracciato da don Mario Picchi, ispiratore dell'organizzazione.
«Il nostro obiettivo», conclude Durante, «è mettere insieme e lavorare con le varie anime del profit e no profit per dare testimonianza che ci può essere incontro». Oltre a Pescara (due residenze di accoglienza a Porta Nuova) il Ceis è presente a Collecorvino e, nel Teramano, a Sant’Egidio alla Vibrata.