«Una città-periferia senza idee»

Taucci (Confesercenti) e Montesilvano nel Cuore attaccano: attività commerciali sempre snobbate
MONTESILVANO. Montesilvano come una "grande periferia". Parlano di «disinteresse degli amministratori» Confesercenti Pescara, diretta da Gianni Taucci, e l'associazione di negozianti Montesilvano nel Cuore che, in un documento, criticano la giunta Maragno per deficit di iniziativa politico-amministrativa.
«A distanza di anni dalla prima richiesta, non c’è un cartello che dalla zona turistica indichi il centro o il Museo del Treno, piccolo vanto di Montesilvano. È solo la prova più evidente del disinteresse dell’amministrazione in tema di commercio» attaccano i rappresentanti delle due associazioni. «Non abbiamo un piano parcheggi, un piano del traffico e un Prg per la zona centrale. Il piano insegne prevede un centro fermo agli anni Trenta. Le ultime mosse hanno esacerbato gli animi oltre ogni limite: il Photored, installato all'incrocio di corso Umberto con via Adige, e la sistemazione di nuove insegne pubblicitarie, mortificano il centro città, che è diventato un quartiere periferico di una grande Pescara, che forse non si farà mai».
Chiedono un impegno concreto affinché il commercio diventi uno dei motori trainanti di Montesilvano. «Non siamo mai stati ostili a nessuna amministrazione; ci siamo sempre posti come protagonisti e finanziatori di iniziative. Ma non è possibile che il commercio non sia minimamente preso in considerazione nel contesto socio-economico della città» incalzano. «A distanza di cinque anni, dal momento in cui i negozianti si sono organizzati per essere parte attiva nella vita cittadina, non si è mosso quasi niente dal versante pubblico». Puntano il dito contro l'assenza di progettualità e continuità amministrativa: «A parte qualche iniziativa estemporanea di qualche singolo assessore, tutto è in balia degli eventi. Il commercio è l'unico comparto che garantisce gettito fiscale, ma non interessa a nessuno». Una riflessione anche in tema di turismo. Unico settore, per Confesercenti e l'associazione, che riscuote l'interesse dell'amministrazione, seppur con «attività sporadiche. Il commercio, però, dovrebbe essere il completamento dell'immagine turistica di una città. Non può e non deve essere escluso. Se si eccettua il parcheggio realizzato su corso Umberto, considerato strategico, le uniche opere pubbliche di un certo rilievo sono state realizzate sul lungomare e nella zona dei Grandi alberghi. Una città può funzionare se i vari settori, pubblici e privati, sono interconnessi». Altra nota dolente, la delega al Commercio, ricoperta fino al mese scorso dall'assessore Paolo Cilli.
«Quella al Commercio è stata spesso considerata una delega secondaria. Chiediamo che venga ripristinato l'assessorato nel più breve tempo possibile, identificando una persona, anche esterna, adatta a ricoprire questo ruolo, con una grande conoscenza del settore. Ci aspettiamo una persona che non prediliga la grande distribuzione ale piccole attività di vendita».
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