Una conviviale per celebrare lo zafferano

28 Febbraio 2020

MANOPPELLO. Lo zafferano è stato il prodotto celebrato nell’ultima cena della delegazione “Pescara Aternum” dell’Accademia della cucina italiana. Su iniziativa del delegato Mimmo Russi, l’associazione...

MANOPPELLO. Lo zafferano è stato il prodotto celebrato nell’ultima cena della delegazione “Pescara Aternum” dell’Accademia della cucina italiana. Su iniziativa del delegato Mimmo Russi, l’associazione venerdì scorso si è riunita nel ristorante Tritapepe di Manoppello Scalo per la Cena ecumenica regionale.
«È l’oro giallo” della nostra spezieria più avanzata, e in particolare del nostro Abruzzo che può a ragione vantare di essere una delle più gloriose fucine di questa benefica delizia», ricorda Arcadio Damiani, accademico della delegazione “Pescara Aternum”, «infatti, a introdurre per la prima volta la pianta di zafferano, pare sia stato il monaco Domenico Santucci, originario di Navelli».
Una tradizione che risale addirittura al XIII secolo: si narra che durante un viaggio in Spagna, intorno al 1230, il monaco domenicano si innamorò della piccola pianta. Ritenendo, a ragione, che i terreni del suo paese natio ben si adattavano alla sua coltivazione, decise di impadronirsi di alcuni bulbi, che portò rocambolescamente a Navelli, nascondendoli in un ombrello.
Valentino Di Marzio e Mario Giaccio hanno esposto i benefici effetti sull’uomo dei tre componenti principali dello zafferano: la crocina, la picrocrocina e safranile.
Dopo le esposizioni di Lanfranco Sabatini è arrivato il menù dello chef Enzo Speranza, che ha proposto pietanze raffinate e deliziose, tutte caratterizzate dall’uso sapiente dello zafferano: dagli stuzzichi d’attesa all’antipasto, dai primi con chitarrina e un risotto al secondo, per poi concludere con la crema allo zafferano con gocce di gel di Centerbe. A chiosare, ovviamente, un liquore allo zafferano.