Una legge per i parenti-assistenti

13 Dicembre 2016

Oggi in Consiglio regionale la norma Di Dalmazio che aiuta le famiglie con malati

L’AQUILA. Arriva oggi in Consiglio regionale la proposta di legge che istituisce la figura del caregiver, “il famigliare che gratuitamente si prende cura in via principale della persona cara che necessita permanentemente di aiuto e del suo ambiente, aiutandola nella vita di tutti i giorni, eventualmente avvalendosi dei servizi territoriali e di lavoro privato di cura”. Una legge attesa da chi assiste tutti i giorni e per lunghi periodi un proprio caro malato o disabile, i cosiddetti “non autosufficienti”, anziani e bambini per lo più.

La proposta di legge è già passata all’unanimità in IV Commissione (Salute e sociale) e se approvata oggi in Consiglio, andrà a colmare una lacuna su un aspetto della vita sociale rimasto sinora nell’ombra: quello dell’esercito di persone che per assistere e curare un figlio o un genitore o un parente restano fuori dal mercato del lavoro, spesso senza strumenti e conoscenza giuste per affiancare una persona che non è in condizioni di prendersi cura di sé.

La legge, proposta dal consigliere regionale di Abruzzo futuro, Mauro Di Dalmazio, riconosce il “ruolo sociale dei soggetti che assistono in modo gratuito e continuativo” un familiare non autosufficiente. Un tipo di assistenza “faticosa e totalizzante”, si legge nella relazione alla legge, “con ripercussioni spesso negative sulla vita di chi vi si trova impegnato”.

I cosiddetti “caregiver”, come viene spiegato, quasi mai riescono a conciliare l’assistenza nei confronti di un proprio parente con la vita lavorativa e vi devono rinunciare, mettendo a rischio anche il proprio reddito, mentre il rientro nel mondo del lavoro non sempre è facile. La proposta di legge che oggi approda in Consiglio regionale pone delle clausole stringenti per evitare di attirare i soliti furbetti, ma anche una riserva a favore di chi assiste disabili gravi in età pediatrica, iniziative per incentivare le reti assistenziali e per sostenere corsi di formazione per il caregiver che deve approcciarsi con malattie sempre complesse da gestire.

L’eventuale approvazione della legge in Consiglio permetterebbe anche di accedere in modo più strutturato alle risorse per coprire le spese, risorse strutturali sia regionali che europee, ed è proprio nel riconoscimento formale della figura parentale assistenziale che sta tutta la portata di questa legge. L’ottica è, in sostanza, quella della sussidiarietà che alla lunga potrebbe portare risparmi anche sugli investimenti assistenziali del sistema sanitario regionale. (m.g.)