Una lite giudiziaria lunga dodici anni per la strada contesa

14 Aprile 2016

Via Monte Bolza, vicino all’ospedale, settanta metri d’asfalto dove transito e sosta sono possibili solo a titolo di “favore”

PESCARA. Via Monte Bolza e il caso della strada contesa. Settanta metri di asfalto, di fronte al castelletto Giammaria (confinante con via Rigopiano) stanno provocando da anni liti condominiali e battaglie giudiziarie.

Da una parte, i residenti del civico 13, circa 24 famiglie, che negli anni hanno acquistato gli appartamenti dall'immobiliare Conti e chiedono al Comune la manutenzione della piccola via di accesso, che dirama su via Monte Bolza e confina con la centrale dell'ospedale civile. Dall'altra c'è Paola Cafarelli, 68 anni, originaria di Popoli, emigrata in Argentina e residente a Pescara dal 1984, che nel rivendicare, carte alla mano, la proprietà della stradina, consente agli inquilini dei palazzi circostanti (civici 21 e 25) il passaggio e il parcheggio delle auto, solo «a titolo di favore». Tra i due contendenti ci sono le carte del tribunale, conseguenti a una serie di denunce tra le parti, e la documentazione del Comune, datata 7 dicembre 2011, firmata dal dirigente, l'architetto Tommaso Vespasiano, dove si attesta che la strada «non risulta di proprietà comunale». Quindi, insiste la donna, «la strada è di proprietà privata, cioè mia». I condomini del civico 13 contestano quest’assunto e replicano di «essere in possesso», spiega un portavoce degli inquilini, «di un certificato del Comune, datato novembre 2014, nel quale si legge che la strada non è comunale, in effetti, ma viene considerata corte comune a uso pubblico». Un particolare, quest'ultimo, che emerge anche da una visura catastale, richiesta dalla signora Cafarelli il 10 gennaio 2014 dove si legge che la particella 273 (foglio 19), quindi la strada contesa, risulta «corte comune» legata a una serie di altre particelle tra cui quelle della sua abitazione e del suo giardino. L'avvocato della Cafarelli, Loredana Di Giovanni, precisa che «le altre particelle riguardano lotti acquistati dalla Asl e non sono riferiti ai condomini circostanti». In sostanza, gli abitanti dei civico 13 non avrebbero diritto all'uso della strada.

«Sono anni» continua il portavoce del civico 13 «che chiediamo al Comune la manutenzione della strada, che è piena di buche. Abbiamo anche chiesto la potatura degli alberi i cui rami si spezzano e cadono sulle nostre auto, che parcheggiamo davanti ai cancelli che la signora ha tappezzato con tanti divieti di sosta. Ogni volta che gli operai comunali, da noi contattati insieme a quelli di Attiva, per la pulizia dei rifiuti della strada, arrivano per fare i lavori, la signora li blocca sistematicamente». Cafarelli, infermiera in pensione della clinica Pierangeli e rappresentante del comitato Amici della Filanda, ribatte che «la strada viene ogni mese ripulita da una ditta che pago di tasca mia. Quanto alle buche, sono quelle create negli anni dal passaggio dei camion per la costruzione del palazzo, al civico 13, con la cui ditta immobiliare ho avviato un contenzioso che va avanti da 12 anni. Tra l’altro, siccome il cancello di ingresso del palazzo, privo di parcheggi, è di fronte alla mia cucina, sono costretta a tenere sempre la finestra chiusa per crearmi un po’ di privacy, lontano dalla vista di visitatori e inquilini ».

E i divieti di sosta posizionati ovunque, dai cancelli al rosaio di fronte casa? «I rami spezzati degli alberi che possono costituire un pericolo per chi parcheggia, è una delle ragioni per cui li ho installati». Gli inquilini protestano, ancora, sostenendo che «se la strada è privata, perché il Comune ha fatto mettere negli anni scorsi gli impianti di illuminazione?. «La luce c’era già ma se permettessi al Comune di fare altri lavori», chiude Cafarelli, «si approprierebbe della mia strada».

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