Una piazza del Colle dedicata a Diodati

23 Febbraio 2016

A un anno dalla morte, lo slargo del centro sociale intitolato al sopravvissuto dei campi di concentramento

MONTESILVANO. Visse l’inferno dei campi di sterminio nazisti ed è stato, fino alla sua morte, prezioso testimone degli orrori dell’Olocausto. Soprattutto per i ragazzi che hanno avuto la possibilità di ascoltare i suoi racconti sempre spontanei e delicati. Renato Diodati, montesilvanese, è scomparso il 22 febbraio del 2015, all’età di 95 anni. In occasione del primo anniversario della morte, l’amministrazione Maragno ha deciso di intitolare una piazzetta del Colle a questo indimenticabile protagonista della vita della città. Un «dono», aveva annunciato il primo cittadino, a Diodati e alla sua famiglia. Il reduce del secondo conflitto mondiale è stato ricordato, ieri, durante una cerimonia. In questa occasione, gli è stata intitolata la piazza antistante il centro sociale per anziani di Montesilvano Colle. Questa la frase impressa sulla targa a lui dedicata: «Sopravvissuto al campo di concentramento di Dachau, testimone e narratore per le nuove generazioni delle atrocità dell’Olocausto». Alla cerimonia erano presenti Franco Diodati, figlio di Renato, numerosi concittadini e membri delle associazioni combattentistiche e d’Arma, il sindaco Francesco Maragno con i consiglieri Danilo Palumbo e Barbara Di Giovanni. «Renato era una persona speciale. Ha messo a disposizione della cittadinanza la sua esperienza, il suo sapere e i ricordi dei drammatici giorni che ha vissuto durante la Seconda Guerra Mondiale», ha ricordato il sindaco. «Non si è mai tirato indietro. Ha raccontato ai più giovani drammi atroci, ma lo ha sempre fatto con il sorriso sulle labbra. Abbiamo voluto intitolare a lui questa piazza per mantenere viva la memoria di un grande uomo anche nelle generazioni future».

Diodati venne deportato nel 1943 in un campo di concentramento, per poi essere successivamente trasferito in una fabbrica di acciaierie a Magdeburgo, dove fu costretto a giorni di durissimo lavoro. Nel giugno del 1944, i tedeschi abbandonarono l’officina e Diodati, insieme agli altri prigionieri, riacquistò la sua libertà. «Non posso che ringraziare, a nome di tutta la mia famiglia, l’amministrazione per questa bellissima dedica» ha commentato il figlio di Diodati, «questa intitolazione è un grande regalo che ci riempie di gioia». La nuova piazza è stata benedetta da don Roberto Bertoia.

Rosa Anna Buonomo

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