«Una riserva dedicata alle tartarughe»

1 Giugno 2018

La proposta di Nuovo Saline che non vuole la soppressione dei 50 esemplari presenti nel laghetto

MONTESILVANO. Sono circa 50 le tartarughe della specie Trachemys scripta scripta, comunemente chiamata tartaruga dalle orecchie gialle, che popolano il laghetto del Parco della Libertà di Montesilvano. Tartarughe non autoctone, provenienti dagli Usa, che, secondo una normativa europea, sono nocive, dannose per l’ecosistema locale. Per legge, dovrebbero essere concentrate in appositi centri di recupero oppure soppresse.
L’associazione Nuovo Saline e il Dog Village hanno illustrato un progetto ideato per salvare questi esemplari. «Ne abbiamo censite una cinquantina, ma potrebbero esserne di più», spiega Gianluca Milillo, presidente di Nuovo Saline. «Esiste ancora l'usanza, causata dalla vendita sconsiderata di specie animali esotiche, di liberarle in ambienti naturali quando l’acquirente si stanca o non riesce più a gestirle. Un reato punito dal codice penale. Stiamo collaborando con il Dog Village, che gestisce il parco, per salvarle». Per il Regolamento di Esecuzione del 2016, questa specie è considerata nociva per il nostro ecosistema. «In molti casi, l’introduzione di queste tartarughe ha portato seri problemi a popolazioni autoctone di pesci, uccelli e anfibi. Nel nostro caso, dopo essersi cibate di pesci e anfibi, hanno cannibalizzato le tartarughe autoctone per mancanza di cibo», sottolinea Milillo. «Si tratta di una specie onnivora a propensione carnivora, soprattutto nei primi anni di vita. I centri di raccolta della provincia ci hanno risposto di non avere spazio per ospitarle. L’alternativa sarebbe sopprimerle, ma non può essere un animale a pagare le colpe di chi li compra per poi disfarsene». L’obiettivo è realizzare un centro di raccolta. «Vogliamo mettere in sicurezza le tartarughe, impedendo loro di transfaunare oltre il laghetto e di minacciare la flora e la fauna», aggiunge Milillo. «Questo ci consentirebbe, inoltre, di impedire agli esemplari di raggiungere il vicino bacino del Saline, dove la loro proliferazione causerebbe un enorme danno ecologico in un sito già fortemente compromesso». Nuovo Saline e il Dog Village lanciano un appello alle aziende del territorio affinché contribuiscano al progetto con la donazione dei materiali necessari alla realizzazione dell’area di contenimento. Presenti anche Valeria Tacconelli di Nuovo Saline, Carmelita Bellini, Gabriele Bettoschi e Maria Grazia Grecchi del Dog Village.