Una scia di sangue lunga più di 30 anni

15 Agosto 2019

Dal 2005 si contano almeno 4 vittime, ma molti altri corregionali hanno perso la vita fin dagli anni ’80

PESCARA . Era il 2016 quando in Venezuela furono assassinati altri tre abruzzesi. I delitti avvennero tutti nel giro di una ventina di giorni, nel periodo a cavallo tra la fine febbraio e i primi di marzo. Si tratta di Matteo Di Francescoantonio, 21 anni, originario di Popoli, assassinato con tre colpi di arma da fuoco. Il giovane rimase vittima di un rapina avvenuta a Diego Ibarra, una città dello stato venezuelano del Carabobo. Il corpo del giovane fu ritrovato vicino a un bosco, non lontano dalla città in cui risiedeva. Fu ucciso mentre faceva ritorno a casa. Il mese prima era morto in circostanze analoghe il 25enne Dino Rubens Tomassilli, originario di Pratola Peligna, ucciso a Maracay. Il giovane era a bordo della sua auto, una Chevrolet Spark, che usava come taxi per pagarsi gli studi, quando fu affiancato da due persone che volevano rapinarlo e che lo freddarono con un colpo di pistola alla testa. A marzo del 2011, invece, fu ucciso Glauco Petricca, 38 anni, originario di Paganica, frazione del comune dell’Aquila. L’uomo, alla guida della sua jeep fu avvicinato da due malviventi sulla strada Los Ilustres de la parroquia San Pedro. Volevano la sua macchina, e al tentativo di reazione della vittima non esitarono a sparargli in testa. Ancora più avanti negli anni, esattamente a settembre del 2005, l’omicidio di Antonietta Luciani, 57 anni, originaria di Cellino Attanasio. La donna fu uccisa durante una rapina avvenuta nella sua abitazione di Playa de l’Aya, nell’isola Margarita. La donna era proprietaria di un ristorante molto frequentato dai turisti, per cui è probabile che i banditi si fossero introdotti nell’abitazione convinti di trovare soldi e oggetti di valore. La scia di sangue, tuttavia, è molto lunga, visto che fin dagli anni ’80 si contno vittime abruzzesi nel Paese Sudamericano.