Una seconda lista sfida il sindaco uscente Di Donato

14 Settembre 2021

PESCOSANSONESCO. La preoccupazione del sindaco uscente Nunzio Di Donato, nei giorni di formazione delle liste, era non tanto quella della ricerca di candidati per il suo schieramento, ma l'eventualità...

PESCOSANSONESCO. La preoccupazione del sindaco uscente Nunzio Di Donato, nei giorni di formazione delle liste, era non tanto quella della ricerca di candidati per il suo schieramento, ma l'eventualità che non vi fossero altre liste a competere. La loro mancanza avrebbe ingenerato la possibilità che la votazione fosse annullata nel caso la sola lista in corsa non avrebbe raggiunto il quorum della metà dei votanti più uno per rendere valida la consultazione.
A restituirgli la tranquillità, sono stati gli agenti penitenziari che, prima di lui hanno presentato una loro formazione. Dunque non ha perso validità neanche il nome del suo schieramento «Sempre uniti per Pescosansonesco», perché dei nove candidati proposti, sette sono quelli della sua maggioranza uscente (Lucio Campobassi, Paolo Coppola, Vincenzo Di Berardino, Aldo Luciani, Federica Mancini, Antonio Palmerini e Renato Tarquinio) con un nuovo innesto (Costantino Radocchia) e l'aggregazione della capogruppo della minoranza uscente Gianna Margiovanni. Insomma più uniti di così il paese non avrebbe potuto esprimere altro gruppo. Dunque ci si affaccia a condurre una campagna elettorale tranquilla, dove in luogo della competizione, si dovranno investire energie per meglio avvicinarsi agli elettori e illustrare loro i programmi che la futura amministrazione vorrà affrontare, confidando nella vicinanza dei pescolani che per il prossimo quinquennio attendono che vengano avviate e concluse molte opere importantissime per lo sviluppo del paese.
Soprattutto da quando Beato Nunzio Sulprizio è stato elevato a Santo e il piccolo centro della media Val Pescara è divenuto destinazione ricercata da fedeli che arrivano giornalmente da ogni dove e l'amministrazione si è trovata nella necessità di adeguare le infrastrutture cittadine per poterli accogliere. Non solo nella sistemazione degli spazi antistanti la chiesa, con l'ampliamento dei parcheggi e dei percorsi pedonali, ma anche con la messa in sicurezza del costone che delimita l'abitato.