Una sfida cominciata sognando una scala
«Era il 1990, una notte sognai una scala. Al risveglio mi ricordai di aver visto nel 1979, quando ero presidente del quartiere 8 Zanni-Santa Filomena, una lunga scalinata all'interno di un edificio...
«Era il 1990, una notte sognai una scala. Al risveglio mi ricordai di aver visto nel 1979, quando ero presidente del quartiere 8 Zanni-Santa Filomena, una lunga scalinata all'interno di un edificio di viale Bovio, questo per l'appunto, dove all'epoca era ubicato un consultorio, che restò operativo appena un anno, poi il degrado dell'edificio per un decennio. Lo stabile era abbandonato da tanto tempo, così chiesi ai proprietari, la famiglia Muzii, di rilevarlo. Me lo concessero in comodato d'uso gratuito e iniziò questa lunga galoppata». Il sogno di una notte che diventa un sogno reale. Così Gianni Cordova ricordava otto mesi fa la nascita della Laad nella sede originaria, viale Bovio 293, che non ha mai cambiato indirizzo. Un punto di riferimento per tossicodipendenti che arrivano da tutta la regione, ma anche dal Trentino e dal Canada, e che hanno sempre trovato il calore familiare nella comunità che li ha accolti per tanti anni della loro vita. Nella Laad operano un sociologo, un medico, quattro assistenti sociali, un counselor, un educatore per il recupero scolastico, un operatore socio assistenziale e un infermiere. Fabiola, una psicoterapeuta, ricorda la vitalità di Cordova: «Giorni fa mi disse: ho 71 anni, ma ne sento 700 perché ho tanto vissuto». (c.c.)

