Una targa per Benito Merenda

7 Luglio 2018

È stata scoperta ieri nel punto in cui c’era la sua edicola

PESCARA. Ha lasciato tanti insegnamenti, Benito Merenda, giornalaio pescarese, ritenuto dagli amici «maestro di libertà», morto nel 1994 a 58 anni. Nel punto in cui c’era la sua edicola, in viale Marconi, da ieri c’è una targa per «onorarne la memoria» e anche per ringraziarlo di ciò che ha trasmesso a chi lo ha conosciuto. È stato in grado, si legge nella targa della Fondazione Benito Merenda, di trasformare il suo posto di lavoro in «un luogo di ascolto, formazione politica e sociale per uomini e donne di ogni età che, dal dopoguerra, hanno lottato per la giustizia, la democrazia e l’emancipazione sociale e civile di Pescara», si legge sulla targa che è stata scoperta ieri. Nel corso della cerimonia, che si è svolta sotto la pioggia, il giornalaio è stato ricordato con affetto alla presenza della sorella Gina. Hanno parlato di lui Edvige Ricci, il sindaco Marco Alessandrini, Nduccio, Franco Sabatini, presidente della fondazione Benito Merenda, Giovanni Damiani, suo amico, Muni Cytron, Giacomo D’Angelo e Giorgio Masciovecchio.
Sulla targa viene poi ricordato il pensiero di Merenda sul potere, la democrazia, la parità tra i sessi, la libertà interiore e l’amicizia.
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