Unioni e vincoli è scontro sui diritti

30 Gennaio 2016

Gli omosessuali: vogliamo riconoscimenti e tutele La coppia etero: si compromettono i modelli per i bambini

PESCARA. «Noi non siamo per nulla indignati, più che altro siamo preoccupati». Così dice Fulvio Di Fulvio, sposato e padre di 8 figli, mentre espone il proprio pensiero a proposito del riconoscimento delle unioni civili da parte della legge. Poi, il padre di famiglia risponde alla domanda del direttore Mauro Tedeschini: «Ma a voi questa legge cosa toglie?». «Siamo preoccupati che la questione di una minoranza rispetto alla comunità intera, per quanto la minoranza vada rispettata, vada a compromettere l’educazione e i modelli per i nostri figli». Di Fulvio specifica che la posizione che esprime è solo quella della sua, numerosa, famiglia e giudica il ddl Cirinnà come «un intervento invasivo». Christian Russo, da 4 anni insieme a Marco Sigismondi, dice: «Quello che noi chiediamo sono solo diritti, come li hanno tutti e come li avete anche voi. Un esempio per tutti: l’assistenza in caso di malattia. Tempo fa sono stato ricoverato e il mio compagno, nonostante l’avessi ben specificato, non è stato riconosciuto come tale. Questo nel 2015 è inaccettabile». Di Fulvio: «Ti do ragione, ritengo che abbiate il diritto all’assistenza, così come ad altre questioni come ad esempio l’eredità, la reversibilità della pensione. E infatti noi non siamo contro in tutto e per tutto alle unioni civili, perché un riconoscimento giuridico è giusto. Purché però le stesse unioni non vengano paragonate al matrimonio, perché il matrimonio è un’altra cosa. E purché non vengano toccate le radici sulle quali si posa il concetto di famiglia». Russo: «Anche noi siamo una famiglia, io e il mio consorte Marco. E in 98 paesi la nostra relazione è accettata e regolamentata. Sotto questo aspetto l’Italia è un paese retrogrado, molto lontano dai paesi sviluppati. Non è accettabile che noi facciamo ancora i conti con atteggiamenti omofobi, e che dobbiamo avere paura ad andare in giro mano nella mano». Tedeschini chiede: di cosa avete paura? Russo risponde: «Abbiamo paura di essere aggrediti, come è accaduto a me alcuni anni fa, quando sono stato malmenato da tre persone. E l’omofobia c’è anche a Pescara». Sigismondi sottolinea: «Ci sentiamo osservati, additati come diversi, non accettati. E questa la discriminazione nei nostri confronti, quella che troviamo nella quotidianità». Di Fulvio: «Di questo ci dispiace. Certi atteggiamenti non dovrebbero esistere, ma non è la legge che cambierà la situazione, purtroppo». Russo: «Voi avete 8 figli. Se uno di loro da adolescente vi confessasse di essere omosessuale, come la prendereste?». Di Fulvio: «È mio figlio, gli starei vicino». Interviene Michaela Tarallo, moglie di Di Fulvio: «Non credo possa accadere che mio figlio mi riveli una cosa del genere da adolescente. Sono a casa con loro, li seguo ogni giorno, e sarei in grado di capire già nell’infanzia le inclinazioni di mio figlio. Se preferisce giocare con le bambole piuttosto che con le macchinine, ad esempio. E in quel caso cercherei di capire perché, cercherei di parlare con uno specialista. Non credo potrei avere sorprese in adolescenza». Sigismondi spiega: «L’omosessualità non è un fatto di educazione, è un fatto naturale. Quando ero ragazzino la mia naturale inclinazione si intravedeva, ma si è palesata solo dopo, da adolescente e con i primi amori, quando ho scoperto che i ragazzi mi piacevano e le ragazze no. Ho aspettato del tempo per dirlo ai miei genitori». Russo parla della Chiesa: «Voi andate in chiesa, anche io ci vado. Papa Francesco ha detto di non essere nessuno per giudicare chi è omosessuale». Di Fulvio: «Siamo d’accordo con il Papa, e non vogliamo tenere gli omosessuali fuori dal mondo. Vorremmo però che non fosse compromessa la garanzia di educazione per i nostri ragazzi. Vorremmo che il nostro messaggio educativo avesse un seguito anche nei provvedimenti adottati dallo Stato». Russo conclude: «Gesù non ha mai discriminato nessuno, e anche se soffriamo molto per questa situazione è l’amore di Dio quello che mi interessa, e quello so che c’è». (pa.to.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA