Università colabrodo Crolli in due facoltà

20 Gennaio 2017

Giù i controsoffitti al Centro Linguistico e a Economia

PESCARA. Basta un temporale e i controsoffitti dell'ateneo D'Annunzio cascano a pezzi. Ieri mattina, un nuovo crollo nella stessa ala dell'edificio universitario, definito "un colabrodo" da alcuni docenti, dove due anni fa, il 24 aprile del 2015, è rimasta ferita una professoressa e dove si sono da pochi mesi conclusi i lavori di ristrutturazione.

A causa delle infiltrazioni d'acqua nei soffitti, probabilmente non perfettamente impermeabilizzati dal catrame, due grossi buchi del diametro di circa 70 centimetri si sono formati nei pannelli delle controsoffittature di due locali, uno nel Centro Linguistico e l'altro nella sezione di Economia al primo piano dell'università di viale Pindaro.

Le scrivanie, i mobili, le sedie si sono ricoperti di calcinacci e pezzi di intonaco sono caduti dall'alto e precipitati sul pavimento. Fortunamente, il distacco dei detriti è avvenuto durante la notte di nubifragio tra mercoledì e giovedì, quando i locali erano vuoti e i dipendenti a casa. Sono intervenuti i vigili del fuoco che, dopo il sopralluogo, hanno transennato con un nastro bianco e rosso una porzione della sede operativa dove ogni giorno si svolgono incontri e riunioni tra i docenti lettori di inglese e collaboratori esperti linguistici e decine di studenti che transitano a tutte le ore del giorno. L'accesso è stato chiuso a scopo cautelare.

Nella stessa area, in una delle stanze al lato opposto del corridoio, nella primavera di due anni fa, c'è stato un altro crollo durante il quale un’insegnante di tedesco è rimasta ferita alla testa e alla schiena e ha dovuto far ricorso alle cure ospedaliere. Ieri mattina, nuovi distacchi e sempre nella stessa ala già interessata ai lavori di rifacimento e consolidamento terminati nell'autunno scorso. In quel dipartimento ci sono una trentina di uffici, dove operano una cinquantina di dipendenti.

I vigili del fuoco sono arrivati intorno alle 10, allertati dalla docente, lettrice di inglese, Alexandria Paciocco, che ha scoperto e denunciato l'accaduto ai vigili del fuoco appena arrivata in ufficio intorno alle 8. «Mi sono spaventata tantissimo», racconta l'insegnante, «volevo entrare in ufficio per prendere la documentazione di una prova di esame e ho visto i calcinacci a terra. Mi sono bloccata e ho chiamato i vigili del fuoco. Dopo il sopralluogo dell'area ritenuta pericolosa, sono entrata un attimo a prendere dei libri prima che mettessero le transenne e poi mi sono spostata in una nuova aula. Per ora, nella stanza dell'incidente nessuno può entrare, anche se gli studenti sono venuti a verificare l'accaduto per scrivere un articolo sul giornale universitario. Mi fa rabbia che questo crollo sia avvenuto nello stesso luogo che noi ritenevamo sicuro perché interessato dai lavori di consolidamento che si sono conclusi a settembre. Invece, questi uffici sono tanto belli e luminosi quanto pericolosi, i soffitti non sono forse incatramati bene e l'edificio appare un colabrodo. Persino la docente di tedesco rimasta ferita due anni fa mi ha detto che ha paura ora a rientrare in queste stanze. Ho denunciato il fatto a futura memoria, affinché non abbiano mai più a ripetersi episodi simili che possano mettere in pericolo l'incolumità del personale universitario e degli studenti».

Una voragine si è aperta anche sui pannelli del controsoffitto, lungo il corridoio della sezione Economia e anche qui i vigili hanno transennato la porta di un ufficio a scopo cautelativo.

Un mese fa, altri distaccamenti di pannelli murali sono avvenuti al piano terra dell'edificio dove si trova l'aula 27 B (che può ospitare anche 250 studenti) causati da infiltrazioni d'acqua provenienti dai bagni fatiscenti al primo piano, attualmente chiusi al pubblico.

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