Università, con quali lauree è più facile trovare il lavoro

25 Luglio 2022

Laurearsi conviene. E conviene soprattutto negli ambiti dell’informatica, della medicina e dell’ingegneria. È questo il risultato di uno studio condotto dal consorzio interuniversitario Almalaurea,...

Laurearsi conviene. E conviene soprattutto negli ambiti dell’informatica, della medicina e dell’ingegneria. È questo il risultato di uno studio condotto dal consorzio interuniversitario Almalaurea, con cui si cerca di offrire uno strumento utile alla scelta dell’università agli studenti che hanno appena superato la Maturità – 11mila solo in Abruzzo – e a quelli che lo faranno l’anno prossimo.
Lo studio, che stila una classifica del tasso di occupazione delle lauree ma anche della retribuzione che ne deriva, si basa su un’indagine che riguarda 660mila laureati di 76 atenei italiani tra il 2016 e il 2020 e analizza i risultati da loro raggiunti nel mercato del lavoro a 1, 3 e 5 anni dal conseguimento del titolo.
«All’aumentare del livello del titolo di studio posseduto diminuisce il rischio di restare intrappolati nell’area della disoccupazione», dice Almalaurea, continuando: «I laureati godono di vantaggi occupazionali importanti rispetto ai diplomati di scuola secondaria di secondo grado : secondo la più recente documentazione Istat, nel 2021 il tasso di occupazione della fascia d’età 20-64 è pari al 79,2% tra i laureati, rispetto al 65,2% di chi è in possesso di un diploma. Inoltre, la documentazione più recente Oecd a disposizione evidenzia che, nel 2017, un laureato guadagnava il 37,0% in più rispetto ad un diplomato di scuola secondaria di secondo grado».Non a caso, il 69% dei laureati di primo livello decide di proseguire il percorso formativo iscrivendosi a un corso di secondo livello: « tale quota è in aumento negli ultimi anni, con più 13,8 punti percentuali rispetto al 2014, anno in cui».
CHI LAVORA DI PIù
Secondo lo studio, nel 2021 il tasso di occupazione è stato, a un anno dal conseguimento della laurea, pari al 74,5% tra i laureati di primo livello e al 74,6% tra i laureati di secondo livello, mostrando un tendenziale miglioramento.
Lo studio entra poi nel dettaglio del tasso di occupazione tra le varie lauree: «Tra i laureati magistrali biennali del 2016 intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo si registrano rilevanti differenze tra i vari gruppi disciplinari. I laureati dei gruppi in informatica e tecnologie Ict, ingegneria industriale e dell’informazione, architettura e ingegneria civile e quelli del gruppo economico mostrano le migliori performance occupazionali, dal momento che il tasso di occupazione è ovunque superiore al 90,0%. Sono invece al di sotto della media i tassi di occupazione dei laureati dei gruppi educazione e formazione, arte e design nonché letterario-umanistico (il tasso di occupazione è inferiore all’83,0%)».
Poi ancora: «Anche tra i laureati magistrali a ciclo unico, intervistati a cinque anni, si evidenziano importanti differenze: i laureati del gruppo medico e farmaceutico hanno le più elevate performance occupazionali, registrando un tasso di occupazione pari al 92,9%. Al di sotto della media, invece, i laureati del gruppo giuridico, dove il tasso di occupazione si ferma all’81,2%».
CHI GUADAGNA DI PIù
Per lo studio, poi, «tra i laureati magistrali biennali sono soprattutto i laureati di ingegneria industriale e dell’informazione e di informatica e tecnologie ICT che possono contare sulle più alte retribuzioni: rispettivamente 1.893 e 1.851 euro mensili netti. Non raggiungono invece i 1.400 euro mensili le retribuzioni dei laureati dei gruppi educazione e formazione, psicologico e letterario-umanistico».
E poi: «Tra i magistrali a ciclo unico le retribuzioni più elevate sono percepite dai laureati del gruppo medico e farmaceutico (1.898 euro). Più contenute quelle del gruppo di educazione e formazione, che si attestano a 1.404 euro mensili».