«Università e stadio, si faccia chiarezza»

Il docente di Urbanistica Zazzara chiede al sindaco di spiegare i progetti e il rapporto con l’Università
PESCARA. Polo universitario di Pescara e stadio Adriatico. Su questi due temi interviene il docente di Urbanistica Lucio Zazzara, dell’università “d’Annunzio”, che chiede al Comune di fare chiarezza. E lo fa dopo aver partecipato, nei giorni scorsi, all’incontro organizzato dall’assessore Stefano Civitarese per parlare del Polo universitario.
Zazzara apprezza l’idea che per il Polo universitario, come è stato detto nell’incontro, «occorra superare le strumentazioni ordinarie (Variante di Prg o Piani Attuativi) per procedere secondo un Masterplan condiviso. Uno strumento a metà tra il politico e il tecnico - da costruire insieme con la città - a cui far seguire progetti finalizzati e coordinati». E mette in evidenza la «bella perimetrazione che è stata proposta», dal mare al deposito ferroviario di Porta Nuova, che integra, «sotto il titolo di Polo della Cultura e della Formazione, le strutture culturali con quelle, storiche, dello sport». In realtà è mancata, dice sempre Zazzara, «un’ipotesi di proposta del Comune su cui avviare il necessario confronto» così come è mancata troppo presto la presenza del sindaco Marco Alessandrini «che, l’altro giorno, ci ha lasciati in quanto impegnato in un altro incontro».
Durante la riunione «si è fatto anche cenno alla necessità di evitare modelli sconclusionati per lo stadio Adriatico come centri commerciali e megaparcheggi e la posizione a tutela dell’esistente e di una visione organica è apparsa generalmente scontata». Eppure, fa notare il docente universitario, quasi in contemporanea a quel confronto è emerso un orientamento diverso sul futuro dello stadio.
La questione stadio è stata sollevata da Augusto De Sanctis del Forum abruzzese per i movimenti per l’acqua, dopo aver scoperto che non esiste alcun progetto, agli atti, per il nuovo impianto sportivo, di cui si parla da tempo. L’assessore Giuliano Diodati ha replicato che si sta ragionando su uno studio di fattibilità e la Delfino Pescara 1936 ha parlato di due proposte progettuali da rielaborare sulla base delle indicazioni della Soprintendenza alle belle arti e al paesaggio d’Abruzzo. Grazie a questa polemica Zazzara ha scoperto che «il centro commerciale allo stadio si farà» e che per la Soprintendenza «sarà sufficiente il mantenimento dei “cavallotti di Piccinato”».
A questo punto, aggiunge il docente, «mi chiedo se nell’amministrazione comunale si stiano insinuando forme di schizofrenia oppure, più banalmente, se il processo di progettazione - partecipato e condiviso - del Polo sia vuota retorica. Sarebbe il caso che il sindaco Alessandrini ce lo facesse capire perché, alla fine, è lui il vero capo del Comune e il responsabile delle scelte. Credo che similmente andrebbe chiarito il rapporto con l’Università perché così mi pare che serva solo per produrre prospezioni immaginifiche. Non è che non sia importante tirar dentro l’amministrazione colleghi e studenti; condividere la Summer School ed i suoi programmi; lavorare insieme per le idee sulla mobilità sostenibile e sul rapporto tra mobilità dolce (bici) e aste fluviali, ma ad un certo punto occorre dire con chiarezza in che modo e con quali risorse il Comune intenda trasformare i suggerimenti in azioni di governo», suggerisce Zazzara.
«Va sgombrato il campo dagli evidenti equivoci che si stanno generando tra elaborazione delle strategie e attuazione di programmi concreti che si intende mettere in campo; tra consulenze più o meno occulte e rapporto con le professioni e, soprattutto», conclude, «con i giovani professionisti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

