Uno su due lavora da casa

21 Ottobre 2020

Ecco il decreto per le pubbliche amministrazioni: prevede anche orario flessibile

La pubblica amministrazione dovrà operare, sempre di più, da remoto, sfruttando il "lavoro agile". Il decreto sullo smart working, firmato dal ministro Fabiana Dadone, dopo il nuovo Dpcm che detta le regole per contenere la diffusione del coronavirus, è chiaro: almeno la metà dei dipendenti pubblici continueranno a lavorare da casa. Una percentuale destinata a salire, visto lo sforzo chiesto dal Governo alle amministrazioni «che hanno maggiore capacità organizzativa e tecnologica, di lavorare il più possibile a distanza».
La nota del ministro parla di «lavoro agile, per almeno il 50% del personale impegnato in attività che si possono svolgere a distanza» con l’invito alle amministrazioni pubbliche più smart «ad assicurare percentuali più elevate possibili di lavoro agile, garantendo comunque l’accesso, la qualità e l’effettività dei servizi ai cittadini e alle imprese». Tra le indicazioni contenute nel decreto sullo smart working nella pubblica amministrazione si prevede anche uno scaglionamento degli orari, con la massima flessibilità nel lavoro, turnazioni e alternanza di giornate lavorate in presenza e da remoto, sempre nel rispetto delle misure sanitarie e dei protocolli di sicurezza, «anche prevedendo fasce di flessibilità oraria in entrata e in uscita dagli uffici. Dobbiamo evitare un nuovo lockdown», si legge nella nota a firma del ministro Dadone, «i cittadini e le imprese non possono scegliere se rivolgersi o meno alle pubbliche amministrazioni: per questo è importante coniugare le esigenze di salute e sicurezza con la necessità di garantire servizi accessibili e di qualità. Questo deve essere chiaro: è la sfida che attende ogni amministrazione e ogni singolo dipendente pubblico del Paese».
Sarà uno "smart working" monitorato. Tra le misure previste dal decreto ministeriale, infatti, figurano l'adeguamento dei sistemi di misurazione e valutazione della performance alle specificità del lavoro agile, per verificare l’impatto sui servizi e le attività, e la valutazione delle prestazioni rese "a distanza" anche in base alle segnalazioni degli utenti e delle imprese.
Il lavoro agile sarà organizzato «senza vincoli di orario e luogo di lavoro», ma può prevedere specifiche fasce orarie di contattabilità del dipendente, senza maggiori carichi di lavoro. Ai lavoratori sono garantiti tempi di riposo e diritto alla disconnessione. Chi è in quarantena o rientra nel novero dei lavoratori fragili può, comunque, svolgere attività da remoto. Il ruolo delle pubbliche amministrazioni sarà quello di «mettere a disposizione i dispositivi informatici e digitali ritenuti necessari», anche se resta consentito l’utilizzo della strumentazione di proprietà del dipendente.
E per la rotazione del personale, gli enti dovranno fare riferimento a criteri di priorità: «Condizioni di salute dei componenti del nucleo familiare del dipendente, presenza di figli minori di 14 anni, distanza tra la zona di residenza e la sede di lavoro, tipologia dei mezzi di trasporto utilizzati e tempi di percorrenza».