Uomini violenti, apre un centro di recupero

Inaugurato lo sportello di ascolto per modificare i comportamenti sbagliati nei confronti delle donne
PESCARA. Apre a Pescara il primo centro di ascolto maltrattanti d’Abruzzo. Ieri mattina il sindaco Carlo Masci, l’assessore alle Politiche sociali Adelchi Sulpizio, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, il presidente del Tribunale Angelo Mariano Bozza, il questore Luigi Liguori, insieme al tenente dei carabinieri Giovanni Rolando e a rappresentanti della polizia postale e della polizia municipale, hanno ufficialmente inaugurato “Itinere”, la struttura dedicata al recupero di uomini violenti.
«Con questo progetto cambiamo il paradigma nella lotta alla violenza sulle donne», ha evidenziato il primo cittadino, «andando a intervenire nell'ottica della prevenzione e ad agire su coloro che maltrattano. Pescara è una città che ha sempre guardato in avanti e quindi non potevamo che essere i primi in Abruzzo a creare una struttura di questo tipo, per far comprendere che c’è una rete che protegge le donne in tutte le situazioni». Per avviare il progetto che è stato finanziato dalla Regione Abruzzo con una dotazione di quasi 40 mila euro per il primo anno, nella sede in via Luigi Polacchi 19, messa a disposizione dall’ente comunale, è arrivata in città una équipe di professionisti del centro di ascolto maltrattanti di Ferrara, coordinati da Michele Poli, che si occuperà della gestione anche della struttura pescarese.
Gli uomini che si rivolgeranno a Itinere sosterranno colloqui individuali e di gruppo, condotti da un uomo e una donna, «per riflettere sui loro comportamenti», ha spiegato Poli. «Questo centro sarà una sorta di palestra per gli uomini per sperimentare e analizzare gli atteggiamenti che portano alla violenza». Il Cam di Ferrara, che in otto anni di attività è riuscito a recuperare 330 uomini, porterà la sua esperienza nella sede pescarese.
«A breve», ha annunciato il coordinatore, «apriremo una selezione per individuare psicologi, educatori e assistenti sociali che saranno operativi nella struttura». Tra le principali cause che portano gli uomini maltrattanti a esercitare violenza «c’è l’incapacità di raccontarsi e di esprimere le loro difficoltà», ha chiarito Poli. «Sul fenomeno incide la modalità con la quale viene costruita la mascolinità, ma anche l'aver vissuto in contesti familiari di origine violenti. Secondo le esperienze raccolte a Ferrara, in circa sei mesi di percorso si riesce a interrompere la catena di violenze fisiche e in un anno di quelle psicologiche».
«La creazione di questo centro di ascolto», ha sottolineato l'assessore Adelchi Sulpizio, affiancato dalle consigliere Maria Rita Carota e Maria Luigia Montopolino, presidenti delle commissioni Politiche sociali e Pari opportunità, «rappresenta il tassello mancante nella rete antiviolenza di Pescara. La violenza sulle donne si combatte 365 giorni l’anno e non solo con iniziative simboliche. Tribunale, procura e forze di polizia potranno avvalersi di questo strumento innovativo, il primo in Abruzzo, che agisce sia in fase preventiva che nel recupero». Al centro di ascolto potranno rivolgersi gli uomini maltrattanti volontariamente, ma nei prossimi mesi verranno stipulate convenzioni con il tribunale, il carcere e la questura, per inviare i maltrattanti. Le stesse vittime possono contattare il centro per stimolare l’accesso dei propri partner violenti. Gli autori delle violenze potranno essere indirizzati al Cam anche dai servizi sociali o dalla rete dei centri antiviolenza. E da settembre verranno promossi incontri di sensibilizzazione nelle scuole.
Il Cam ha attivato una linea telefonica, che rappresenta il primo contatto per gli uomini violenti al numero 380 2651393, e un indirizzo mail: centromaltrattanti@comune.pescara.it.
Itinere sarà aperto, per il momento da remoto, il martedì dalle 17 alle 19,30 e il venerdì dalle 10,30 alle 13.
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