«Urbanistica e vigili, patto con Pescara»

28 Gennaio 2016

Il Pd lancia la proposta di un’unione dei servizi: prima della fusione dei Comuni serve collaborazione

MONTESILVANO. Unione dei servizi come strada propedeutica alla fusione dei Comuni. È quanto propone il Pd cittadino che, alla vigilia della discussione in consiglio comunale di un ordine del giorno sulla Grande Pescara, in programma questa mattina a partire dalle 9,30, ha riassunto in un documento politico, approvato dal gruppo dirigente di Montesilvano, il proprio punto di vista sull’iniziativa. Ricordando che «l’esito referendario consultivo del 25 maggio non può rimanere inascoltato, sebbene non costituisca una rappresentatività equilibrata e omogenea dell’elettorato delle tre città coinvolte», il Pd di Montesilvano ritiene doveroso «ascoltare questo importante segnale di volontà popolare». In particolare il Pd, rappresentato dalla segretaria cittadina Romina Di Costanzo, «vuole aprire la strada a una cooperazione progressiva tra le città di Montesilvano e Pescara, nella volontà di ottimizzare l’esercizio delle funzioni e l’erogazione dei servizi di competenza, promuovendo tra i consigli comunali un’ipotesi di unione su contratto di servizi. D’altronde la giovane storia della nostra città e la particolare e similare conformazione ben si presta a un ragionamento di grande città lineare metropolitana della costa adriatica».

I democratici ritengono necessario avviare un percorso di collaborazione graduale che punti all’unificazione degli strumenti di pianificazione delle due città. A cominciare dalla pianificazione urbanistica unica, seguita da un piano spiaggia comune, così come da un piano della mobilità sostenibile e una gestione dei rifiuti condivisa. Fondamentale, a detta del Pd, anche avviare un piano di marketing turistico condiviso e dar vita a un corpo unico di polizia municipale. «Pertanto», conclude il documento, «ci auguriamo che il governatore Luciano D’Alfonso voglia avviare uno studio di fattibilità quale strumento conoscitivo di cui possono fruire gli enti locali per compiere propedeutiche valutazioni a supporto di successive scelte politiche di tipo associativo o relative all’ampliamento dell’ambito di operatività. Questo consentirà agli enti locali interessati di raccogliere preventivamente gli elementi utili in base ai quali richiedere, semmai, alla giunta regionale di attivare il procedimento legislativo per la fusione». (a.l.)

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