Urbanistica, proteste per gli uffici chiusi

2 Febbraio 2021

Appello di Pd e M5S all’amministrazione: «Accesso bloccato agli utenti, si riaprano subito gli sportelli»

MONTESILVANO. Riaprire gli uffici del settore Urbanistica, seppur attivando tutte le misure di prevenzione anti-Covid, per consentire ai professionisti del settore di poter svolgere agevolmente le proprie pratiche. È l’appello lanciato dai gruppi di opposizione in consiglio comunale, Pd e M5S, che sollecitano l’amministrazione comunale affinché garantisca la riapertura degli sportelli di Palazzo Baldoni.
«È davvero paradossale che il Comune scelga di tenere chiusi gli uffici di Urbanistica in questo periodo», commentano, «non poche sono state le perplessità e le lamentele che ci sono giunte da parte di tanti liberi professionisti, a cui è interdetto l’ingresso negli uffici e per i quali l’unica modalità di interfacciarsi con i tecnici degli uffici è esclusivamente la via telefonica, previo appuntamento, che tra l’altro fatica ad essere preso, in considerazione dei recenti problemi sulle linee telefoniche».
Seppur comprendendo le esigenze legate al distanziamento, anche alla luce dei casi di positività registrati nei mesi scorsi proprio all’interno di quegli uffici, le minoranze tuttavia auspicano che si possano adottare misure volte ad andare incontro all’utenza. «In un contesto economico in cui le importanti novità relative all’ecobonus 110% con il decreto Rilancio sono state prorogate al 2021 e con la Legge di bilancio al giugno 2022», proseguono, «riteniamo che si dovrebbe attivare la strada di una più pronta e efficace interfaccia tecnica con gli uffici, implementando parallelamente anche azioni volte a una maggiore consapevolezza e diffusione degli strumenti, come ottimo incentivo per avviare una riqualificazione urbana della città, in termini di maggiore efficienza energetica e sismica delle abitazioni».
«Invece, nella quarta città d’Abruzzo che succede?», proseguono, «gli uffici urbanistici sono deserti, i professionisti si trovano sbarrata la strada e possono ricorrere solo alla via telefonica. Per garantire la sicurezza non bisogna vietare l’incontro diretto, che tra l’altro avviene regolarmente in tutti gli altri Comuni, ma programmare una visita per appuntamento con tutte le misure richieste per evitare il contagio in termini di misurazione della temperatura, adeguato distanziamento e predisposizione e igienizzazione dei locali». (a.l.)
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