Urbano: ecco il mio banco antisismico

28 Ottobre 2014

Un imprenditore pescarese presenta la sua invenzione: l’idea è nata dal terremoto di San Giuliano

PESCARA. Prima dell’imprevedibilità di un terremoto si paga l’assenza di alcune misure di prevenzione che avrebbero potuto evitare altri drammi al disastro. Ne è convinto Andrea Urbano, imprenditore pescarese titolare di un’azienda di distribuzione materiali pubblicitari di Spoltore che, dall’esperienza del terremoto del 2002 che interessò la scuola di San Giuliano di Puglia, ha avuto l’intuizione di un mezzo antisismico di prevenzione capace di salvaguardare la vita degli scolari. Oggi a Sulmona, a Palazzo Mazara, questo Banco scuola antisismico è presentato al pubblico da Urbano insieme alla equipe di consulenti tecnici che hanno collaborato al progetto e ai volontari della Protezione civile.

«A San Giuliano mi venne l’idea di costruire un arredo scolastico molto più resistente del collasso di un edificio», racconta Urbano, «e cominciai a lavorare al progetto, fino a che con il terremoto dell’Aquila del 2009 scesi nei dettagli dei crolli e di come poteva interagire positivamente il prototipo che stavo perfezionando».

Messi a punto gli ultimi particolari, Urbano realizza il prototipo e deposita il brevetto alla Camera di commercio di Chieti. Dal 2010 ad oggi ha seguito tutti i collaudi di compressione presso l’istituto sperimentale di materiali e strutture Labortec e ottenuto le necessarie certificazioni.

«La struttura è paragonabile al roll-bar delle auto da rally ma con una resistenza raddoppiata. La concezione e il funzionamento sono molto semplici» spiega Urbano. «Sul piano di studio abbiamo una maniglia che l’alunno in caso di emergenza tira a sé accovacciandosi successivamente sotto al piano che va a creare. Naturalmente gli alunni saranno preventivamente istruiti sul funzionamento del banco antisismico, sapranno come muoversi in modo corretto e saranno accompagnati nelle esercitazioni dalla Protezione civile oltre che dal corpo docente».

«C’è quindi una struttura roll-bar», illustra l’imprenditre, «con un rinforzo agli angoli che in questo modo, in fase di compressione, non può essere deformata né dall’alto né dal basso. Nella parte anteriore e laterale ci sono invece tre lastre che impediscono l’ingresso di calcinacci o suppellettili. A terra troviamo, infine, un piano resistentissimo per la caduta libera, nel caso in cui crolli il pavimento».

Il Banco scuola antisismico, precisa l’inventore, è costruito con tutti materiali garantiti e può resistere fino ad una compressione di 300 quintali, una sorta di piccola cella di sicurezza che all’interno è munita di un kit di sopravvivenza con ossigeno, acqua e cibi a lunga conservazione adatti anche ai celiaci.

«Ma non c’è solo il banco» continua Urbano «anche nella apposita variante per alunni diversamente abili, perché abbiamo esteso il concetto alla scrivania dei docenti e ad una cella di sicurezza da posizionarsi nei corridoi nei pressi dei bagni, per tutelare chi si trova fuori dalle aule durante una situazione di emergenza che dà solo pochi secondi per provare a salvarsi».

Questi arredi scolastici antisismici saranno posizionati tenendo conto delle strutture murarie portanti e non, delle aperture, della distribuzione spaziale e delle possibili vie di fuga e accesso. Una disposizione mappata che sarà fornita ai competenti organi scolastici, comunali e ministeriali, a vigili del fuoco e Protezione civile, per poter intervenire con modalità di soccorso rapide e mirate. «Il terremoto è un’emergenza imprevedibile in tutta Italia», conclude Andrea Urbano, «spero davvero che Stato e Regioni possano recepire l’urgenza del Banco scuola antisismico».

Giorgio D’Orazio

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