Usi civici, le nuove regole La legge diventa operativa

I poteri passano dalla Regione ai Comuni: Sante Marie e Cupello i primi a farlo Stamani a Chieti in programma un convegno con gli esperti per fare chiarezza
CHIETI. La nuova legge che rivoluzione gli usi civici in Abruzzo dando potere ai 305 Comuni e togliendolo alla regione è esecutiva. Sante Marie, il cui sindaco, Lorenzo Berardinetti, è presidente regionale dell’Unione Comuni montani, è il paese che di fatto ha bruciato allo sprint tutti gli altri centri abruzzesi approvando la delibera in consiglio comunale che recepisce la norma. Subito dopo è arrivato Cupello.
UNA RIVOLUZIONE.
La nuova norma viene definita una svolta in grado di sbloccare centinaia, se non migliaia, di pratiche di edilizia e urbanistica incagliate, per quantità e qualità, negli uffici competenti della Regione per via del quadro normativo che era complesso e farraginosa.
Capita spesso infatti di non poter vendere oppure acquistare un immobile perché si scopre che su di esso grava un uso civico. E che per liberarlo da questo vincolo, che rende il bene inalienabile, passino molti anni. Ma la nuova legge abruzzese semplifica e rende molto più veloce il processo di riscatto dei terreni attraverso un iter che, passando il potere di legittimazione nelle mani dei Comuni, evita che migliaia di pratiche finiscano per intasare gli uffici della Regione.
A questi resta, sulla carta, un compito importante: «Il Servizio regionale competente», dice la norma, «può chiedere chiarimenti, documenti o integrazioni istruttorie». Che in realtà dovrebbe ridursi a una veloce verifica finale dal momento che alla domanda di legittimazione, rimarca la norma, deve essere già «allegata una idonea documentazione attestante le permanenti e sostanziali migliorie apportate sulle terre civiche occupate, oltre alla documentazione catastale e fotografica dello stato dei luoghi». Il che rende snello il controllo finale da parte dell’ente superiore.
INTERESSE VASTO.
Proposta dal presidente della Commissione consiliare “Ambiente, Territorio e Infrastrutture” di Valore è Abruzzo, Manuele Marcovecchio, che è anche sindaco di Cupello, condivisa e cesellata da Americo Di Benedetto, consigliere regionale della lista “Legnini presidente”, la legge salva-usi civici ha un interesse molto diffuso. Le zone della regione su cui grava il vincolo civico hanno infatti una superficie complessiva enorme, pari a un terzo dell’intero Abruzzo.
Ora tocca ai sindaci, alle giunte e ai consigli comunali, affrontare il nuovo carico di lavoro. La norma concede 90 giorni dall’entrata in vigore, entro i quali «i Comuni adottano atti di organizzazione al fine di assicurare lo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge».
Proprio in questa ottica, organizzativa e promotrice, che questa mattina si terrà un importante convegno sul tema.
L’INCONTRO DI OGGI.
Dalle 9, nella sala consiliare della Provincia di Chieti (in Corso Marrucino) è in programma il seminario intitolato “Legge regionale 27 dicembre 2022, n. 47: conferimento ai Comuni delle funzioni amministrative in materia di legittimazione degli usi civici- Nuove prospettive", patrocinato dal Consiglio regionale dell’Abruzzo e organizzato in collaborazione con il Collegio dei Geometri della Provincia di Chieti e con il patrocinio dell’Anci Abruzzo.
Interverranno: il presidente della Commissione Bilancio, e promotore dell’iniziativa, il leghista Fabrizio Montepara, il consigliere regionale di centrosinistra Di Benedetto, il professore ordinario di Diritto costituzionale e degli Enti locali dell’Università dell’Aquila Fabrizio Politi, il dirigente del Servizio foreste e Parchi della Regione Sabatino Belmaggio, il responsabile Ufficio Usi civici e Tratturi della Regione Fernando Santomaggio, il presidente del Collegio Geometri e Geometri laureati della provincia di Chieti Giandomenico Scioletti e, infine, il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Chieti Massimo Staniscia.
Modererà l’incontro il giornalista del Centro Pietro Lambertini. Sarà anche l’occasione per chiarire un ostacolo incontrato dalla nuova norma sul proprio percorso, e cioè l’osservazione posta alla Regione Abruzzo dal Consiglio dei ministri nella parte in cui la legge prevede la regola del silenzio-assenso tra enti, Comuni e Regione. Ma quest’ultima avrebbe già risposto all’esecutivo con un adeguato chiarimento. (l.c.)

