Vaccini, caos e code all’Outlet: i cittadini chiamano i carabinieri

Disagi per tanti montesilvanesi che, pur con l’appuntamento, sono stati superati da chi non ce l’aveva La protesta: «Costretto a rinunciare per non aspettare ore al freddo». Stesse scene nel pomeriggio
CITTÀ SANT’ANGELO. Giornata da incubo, ieri, all’Outlet di Città Sant’Angelo nel primo giorno di prenotazione obbligatoria per seconda e terza dose. In tanti, infatti, nonostante avvisi e comunicazioni, si sono presentati comunque senza prenotazione, (cosa possibile all’Outlet fino a sabato scorso), mandando in tilt tutta l’organizzazione.
In particolare, la sorpresa per i cittadini che si erano regolarmente prenotati, una volta arrivati sul posto nell’orario indicato, è stata quella di trovarsi davanti lunghissime code. Il risultato, caos e proteste non finire. Per ben due volte, in mattinata, sono dovuti intervenire i carabinieri, chiamati da cittadini inferociti. Alcuni hanno dovuto attendere prima di ricevere il vaccino anche più di due ore. Fra loro, soggetti fragili, anziani o con patologie. «Io», racconta il montesilvanese Antonino Travia, «alla fine sono stato costretto ad andarmene. La situazione era impossibile e c’era grande confusione. Avevo la prenotazione dalle 11 alle 12, sono arrivato attorno alle 10.45. Ma davanti mi sono trovato una folla, un serpentone che non finiva più e, a parte una persona che aveva un cartellino, non c’era nessuno a dare indicazioni. Io almeno non ho visto nessuno. Il caos, insomma. Quando mi sono reso conto che avrei dovuto aspettare al freddo tre-quattro ore ho preferito andare via. Una rinuncia che mi è costata molto, visto che avevo necessità di fare quel vaccino per via di altre terapie che devo seguire e che non possono essere effettuate in concomitanza con la vaccinazione. Ma vista la situazione, non potevo fare altrimenti. E adesso non so quando potrò farla». Il signor Travia ha anche minacciato, vista la situazione, di chiamare i carabinieri. Cosa che poi hanno fatto altri cittadini. «Mi sono sentito preso in giro», prosegue, «c’era una coda di almeno 200 metri davanti a me. E poi, fra chi era in fila, non c’era distanziamento, qualcuno non indossava correttamente la mascherina. Tutto il contrario di quando ho effettuato le prime due dosi al Pala Dean Martin di Montesilvano. Lì sì che funzionava bene». Arrabbiato anche Pasquale Forcella. «Avevo la prenotazione per le 13 e sono andato via dall’Outlet alle 15.45. C’era gente, io compreso, esasperata. E questo perché mancava una organizzazione, con un’unica fila per tutti, prenotati e non prenotati, quelli che dovevano effettuare la prima dose e anche quelli della seconda e terza».
Disagi e lamentele si sono registrate anche nel pomeriggio. «Sono arrivata alle 18», racconta Adriana Gobbi, «e c’era una fila già molto lunga. E ho dovuto aspettare al freddo. Alla stazione di Porta Nuova a Pescara, invece, persone che conosco mi hanno detto che tutto fila liscio. Per quello che ho potuto vedere, all'Outlet a creare le code sono coloro che devono effettuare la prima dose e si presentano senza prenotazione. Di sicuro una organizzazione da rivedere».
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