Vaccini in ospedale a malati oncologici e immunodepressi

10 Aprile 2021

Le vaccinazioni dei pazienti “fragili” vengono eseguite, da tre giorni, oltre che nelle sedi vaccinali del territorio, anche nel day hospital dell’unità di Malattie infettive, diretta dall’infettivolo...

Le vaccinazioni dei pazienti “fragili” vengono eseguite, da tre giorni, oltre che nelle sedi vaccinali del territorio, anche nel day hospital dell’unità di Malattie infettive, diretta dall’infettivologo Giustino Parruti, dove vengono trattati con profilassi anti Covid i pazienti immunodepressi, compresi casi di Aids, in carico al presidio ospedaliero. Lo annuncia la Asl che in una nota informa: «La platea stimata da vaccinare con dosi Pfizer-Biontech, è di circa 450 persone. Le sedute per 24 pazienti giornalieri si tengono nel pomeriggio, dalle 14,30 alle 18, dal lunedì al venerdì».
«Cento somministrazioni settimanali» sono previste nell’unità operativa complessa di Oncologia medica diretta dal primario facente funzioni Dimitri Luisi. Il quale, in una nota, precisa che «le somministrazioni verranno garantite ai pazienti oncologici in terapia, a coloro che hanno da poco scoperto una neoplasia o che sono sotto controllo ma hanno sospeso la terapia da meno di sei mesi». La procedura in ospedale consente di evitare «agli utenti di sobbarcarsi la trafila degli spostamenti logistici che sono un peso ingestibile per i malati». La Asl chiarisce che «nel dipartimento di Oncoematologia», diretto da Patrizia Accorsi, in collaborazione con l’Oncologia di Luisi e con le coordinatrici Gabriella e Margherita D’Agostino e la psiconcologa Annarita Di Silvestre, «saranno vaccinati i pazienti oncoematologici già in trattamento chemioterapico o immunoterapico» dell’ospedale, «i pazienti di nuova diagnosi che saranno sottoposti a trattamenti chemioterapici e immunoterapici, i caregiver di pazienti oncoematologici pediatrici». L’azienda sanitaria specifica che «sono previste 270 vaccinazioni settimanali. Si effettuano tre giorni a settimana da un oncologo, 2 ematologi, 3 infermieri. Due volontari del servizio civile curano l’accoglienza, l’accettazione e la logistica» fornendo anche aiuto per la compilazione dei moduli. (c.co.)