Vallelunga, spiaggia libera nel caos
Arenile aperto agli amici a 4 zampe ma senza cartelli. Disagi per l’acqua putrida
PESCARA. La spiaggia libera riservata anche ai cani non riporta alcuna indicazione, a pochi passi da lì c'è un rivolo d'acqua putrida ristagnante e i bagnanti che frequentano il lido hanno sempre difficoltà a trovare parcheggio, spesso si ritrovano l'auto caricata dalla polizia municipale e nella migliore delle ipotesi la contravvenzione attaccata al parabrezza.
Sono i problemi con i quali è costretto a convivere chi si reca alla spiaggia libera nella zona di Fosso Vallelunga, l'unica tratto di litorale libero, senza l'obbligo di dover affittare ombrelloni e sdraio. Da questa stagione, nel rispetto della legge regionale, il Comune, a seguito di una delibera, ha deciso che quella porzione di spiaggia libera diventasse aperta alla presenza dei cani accompagnati dai padroni.
Il problema è che nessuno ha affisso un cartello o qualcosa che indichi la disponibilità di un arenile riservato agli amici a quattro zampe. La conseguenza sono le continue liti verbali tra bagnanti e proprietari dei cani: i primi accusano di non poter portare gli animali in spiaggia, gli altri a ricordare che la delibera c’è ma non ha il conforto di nessuna indicazione.
A volte, come rivela qualcuno, la convivenza diventa davvero difficile. Come se non bastasse, a due passi, ristagna l'acqua putrida color giallo-verde del fosso Vallelunga, con la folta vegetazione cresciuta in ordine sparso.
Ascoltato su questi due argomenti, il vice sindaco Del Vecchio conferma come l'installazione della cartellonistica per la spiaggia dei cani fosse prevista dalla delibera e che interesserà chi di dovere per l'immediata apposizione, mentre per il canale afferma: «È del tutto normale, quello è solo uno scolo di acqua che diventa di color verde per il ristagno. Di certo non possiamo andare lì con le cannucce ad aspirarla».
Altra problematica riguarda i parcheggi: chi frequenta la zona rivendica come pubbliche tre aree tra via Scarfoglio e via De Cecco, da anni recintate e usate da privati che potrebbero essere sfruttate per incrementare la disponibilità di posti auto.
«Quello sono a tutti gli effetti dei siti privati», spiega l'assessore al Patrimonio, Veronica Teodoro, «su cui c'è un vincolo perpetuo per l'uso pubblico. Vuol dire che se il Comune decidesse di realizzare dei parcheggi, i privati dovrebbero garantire la disponibilità delle aree. Ma, viste le difficoltà finanziarie del Comune, questa ipotesi è remota al momento».
Loris Zamparelli
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