Vandali nel vecchio cimitero: tombe divelte e resti profanati

16 Gennaio 2022

Persino un teschio appeso al cancello. Ma anche cassonetti della spazzatura rovesciati tra i defunti L’opposizione: «Orrore e degrado, sia ripristinato il decoro». Il sindaco: «Era chiuso, catene spezzate»

SCAFA . «Il vecchio cimitero di Scafa è diventato lo scenario di un film dell’orrore con tombe divelte, incuria e persino un teschio penzolante dal cancello di ingresso ormai sempre aperto. Uno stato di degrado inaccettabile, oltre che un pericolo per la sicurezza dei visitatori, che diventano vittime inconsapevoli degli atti vandalici». È la denuncia del consigliere comunale Gianni Chiacchia che due giorni fa, in seguito alla segnalazione di un cittadino, ha effettuato un sopralluogo, accompagnato dal consigliere Gianni Iezzi.
«Ci siamo trovati davanti», riferisce Chiacchia, «uno scenario che rasenta il macabro assoluto: tombe sradicate e senza coperchio, erbacce, diversi cassonetti della spazzatura rovesciati e infine un teschio che pende dal cancello dell’entrata principale, ormai inesorabilmente aperto, privo di controllo e di rispetto per i defunti ed esposto alla mercé di teppisti, una situazione che oltre a mettere in pericolo la sicurezza dei cittadini, rappresenta un oltraggio per i nostri defunti». Sul posto, allertato dai due consiglieri, si è recato anche il comandante della locale stazione dei carabinieri, il luogotenente Carmine Farina, che ha potuto rilevare lo stato di degrado in atto. È seguito, da parte di Chiacchia e Iezzi, l’invito all’amministrazione comunale di ripristinare il decoro del cimitero, atteso che «il luogo», dicono, «è ancora attivo e frequentato dai cittadini. Risale, infatti, a meno di dieci giorni fa l’ultima tumulazione». I due consiglieri, oltre a condannare gli «incivili che si sono resi responsabili di atti vandalici, gesti blasfemi e lesivi del culto dei morti», hanno divulgato la notizia e sollecitato l’amministrazione comunale, quale dovere imprescindibile, a ripristinare la sicurezza e il rispetto e la dignità del luogo.
La risposta del sindaco di Scafa Maurizio Giancola è stata immediata. «Il vecchio dismesso cimitero», dice Giancola, «è chiuso con ordinanza sindacale da anni e viene data ai familiari la possibilità, l’ultimo venerdì del mese, di poter onorare i propri cari alla presenza di personale del Comune. Il cimitero è chiuso rigorosamente con catena e lucchetto, ma l’altro ieri la stessa catena è stata spezzata e ignoti sono entrati. Ieri mattina nel corso di un sopralluogo congiunto fra operai comunali e carabinieri», prosegue il sindaco, «è stato rinvenuto, oltre alla catena spezzata e divelta, anche un residuo della maglia. Quindi trattasi di atto vandalico obbrobrioso. Conosciamo lo stato in cui versa quel cimitero, abbandonato e dismesso da decenni. Negli anni ’80 e ’90 ci furono possibilità per la sua sistemazione, ma non furono sfruttate. Sappiamo», continua il primo cittadino, «che per avviare un suo riordino definitivo bisognerebbe risarcire in primis i titolari delle cappelle dando loro la possibilità di edificare nel nuovo cimitero, poi procedere alla bonifica dell’area che richiederebbe, da una nostra stima, un investimento di circa 700 mila euro. Il Comune però non ha risorse sufficienti ma, posso dire», conclude, «che siamo impegnati nel reperimento di fondi per affrontare questo lavoro».
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