Vanno legate per bene in garage e punzonate

PESCARA. Ha riparato quella bici nel suo negozio di via Gramsci, sostituendo dei pezzi. E quindi la riconoscerebbe anche ad occhi chiusi. Ecco perché Roberto Finocchio, notissimo in città per la sua...
PESCARA. Ha riparato quella bici nel suo negozio di via Gramsci, sostituendo dei pezzi. E quindi la riconoscerebbe anche ad occhi chiusi. Ecco perché Roberto Finocchio, notissimo in città per la sua bottega, “Il biciclettaio”, non ha avuto dubbi quando ha incrociato per strada un uomo in sella a quella bicicletta. Ha seguito il ciclista, lo ha visto legare la bici a un palo e poi avvertito subito il proprietario, o meglio l’ex proprietario a cui la bici è stata rubata circa un mese fa. Insieme hanno avviato una discussione con lo sconosciuto, uno straniero, che è apparso piuttosto vago e ha raccontato di aver ricevuto il mezzo da un amico. Poi, quando si è reso conto di avere di fronte il vero proprietario della bicicletta, l’ha restituita.
Il titolare delle due ruote, che teneva e tiene davvero molto alla sua bici, è «entusiasta» del ritrovamento, «continua a ringraziare». E Finocchio, che vive nel mondo delle due ruote e ogni giorno si confronta con qualcuno che ha subito un furto, appare soddisfatto della sua buona azione. Trova assurdo che qualcuno «vada in giro con una bicicletta non sua e lo faccia senza mascherarla. Prima, almeno, si verniciava. Ma ora non è più così».
Dall’esperto di bici arrivano alcuni consigli per tentare di evitare i furti, che sono all’ordine del giorno, specie nei mesi più caldi dell’anno. Bisogna legare il veicolo a due ruote «in modo appropriato ad un punto fermo», usando delle chiusure «pesanti», che sia una catena o un bloster, «anche se ormai tagliano tutto». Insomma è opportuno «rendere la vita difficile ai ladri», suggerisce Finocchio. E non bisogna «fare l’errore di pensare che la bici sia al sicuro perché si trova in giardino o in garage. Saltano i cancelli e aprono i garage, quindi bisogna legare le bici ovunque. Poi c’è la punzonatura, che è un buon deterrente e comporta la marcatura del veicolo con il codice fiscale del proprietario». Quindi la bici diventa «tracciabile». «Purtroppo», fa notare Finocchio, «hanno rubato anche le bici punzonate, tanto poi le fanno sparire».
Subire un furto comporta una brutta scottatura. Nel negozio di via Gramsci arrivano «tante persone a cui hanno rubato la bici e non sempre vogliono comprarne una nuova. La richiesta di usato è triplicata ma ce n’è pochissimo, a disposizione, anche negli altri negozi. Noi non riusciamo a far fronte a questa richiesta». In media “Il biciclettaio” riceve circa «30 -40 persone al giorno che chiedono una bici di seconda mano» mentre chi decide di comprarne una nuova «vuole spendere poco e magari ripiega su quelle in vendita nei supermercati. Ma sono prodotti dozzinali, e noi del settore non abbiamo bici a quei prezzi». Tra i clienti che affittano le bici c’è chi vorrebbe anche la garanzia di non subire un furto o una forma di tutela contro i ladri. «Mi chiedono l’assicurazione contro i furti, ma non esiste. E alcuni vorrebbero un microchip da applicare sulle due ruote, cioè un antifurto satellitare. Ma sono apparecchi costosi».
Non hanno problemi a comprare bici nuove di zecca solo coloro «che non la lasciano mai in strada perché la usano per fare un giro e poi la riportano al sicuro. Ma quando le due ruote sono un mezzo di trasporto, è impossibile». (f.bu.)
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