“Varco attivo”: 17mila multe in sei mesi

Pioggia di contravvenzioni attraverso le telecamere del Comune agli incroci di viale Regina Margherita e via De Amicis
PESCARA. Sembra una specie di bollettino di guerra. Dal settembre 2018 fino al 31 marzo 2019 le telecamere che si trovano nella “Ztl 3 ambientale”, tra viale Regina Margherita e viale Muzii e tra via Regina Elena e via De Amicis, hanno rilevato 17.508 infrazioni, facendo scattare altrettante contravvenzioni (questa Ztl è operativa il sabato, la domenica e i giorni festivi, dalle 16 alle 20). Un numero esorbitante, specie se si tiene conto che in media le multe scattate in tutte le altre 13 Zone a traffico limitato esistenti in città sono circa 2.000 al mese.
Un automobilista ha collezionato nove multe, nell’ultimo periodo, di cui cinque nel mese di marzo, ciascuna per un importo di 97,50 (cifra che scende a 72,60 euro se il pagamento avviene entro 5 giorni dal ricevimento). Ha provato a contestare ai vigili urbani e al Comune la dicitura “Varco attivo” che compare sui display all’ingresso della “Ztl 3 ambientale” quando la Zona a traffico limitato è attiva e con essa anche la telecamera che fotografa tutte le auto non autorizzate. Una scritta poco chiara, ingannevole, sostiene quell’automobilista (e anche molti altri) che non ha l’autorizzazione del Comune a transitare nell’area.
Ma perché è stata scelta proprio questa dicitura, che può trarre in inganno? Risponde Enzo Del Vecchio, vice sindaco durante la giunta Alessandrini. «Varco attivo vuol dire telecamera attiva», spiega. «E questo sistema è lo stesso che viene attuato nel resto d’Italia. Per quanto ci riguarda abbiamo ereditato il progetto della Ztl dalla precedente amministrazione, guidata da Luigi Albore Mascia, e lo abbiamo portato avanti, condividendolo, ritenendo di non doverlo modificare. Ha ottenuto l’autorizzazione del ministero (che è arrivata il 13 maggio 2014) e poi è stato esteso anche alle due Ztl ambientali. L’automobilista», prosegue Del Vecchio, «deve conoscere le regole, non solo per prepararsi all’esame per la patente di guida ma anche dopo». E non si può dire che il progetto sia stato poco pubblicizzato. «C’è stato un periodo di sperimentazione, cioè con telecamere accese ma senza multe, e l’iniziativa è stata pubblicizzato attraverso la stampa. Certo, si può pensare di rivedere il progetto, di sostituire la dicitura, e magari anche di abbinare un semaforo, il cui colore può aiutare a capire se si può passare o meno. Questo è un dibattito aperto».
Quella delle Ztl è sempre stata una questione controversa. «Quando le telecamere non esistevano», ricorda il comandante della polizia municipale Carlo Maggitti, «gli automobilisti spostavano le transenne e passavano ugualmente, quindi siamo stati costretti a fare una muraglia umana, con i vigili, per evitare il transito. Poi le telecamere hanno sostituito i vigili e il primo anno di operatività è stato quello con più sanzioni in assoluto: furono centomila».
Per Maggitti la dicitura “Varco attivo” è «comprensibile» ma la premessa è un’altra. «La base è costituita dai cartelli stradali, dai segnali, che danno la disciplina e indicano l’esistenza della Ztl e gli orari: si deve far riferimento a quelli». Ai “vecchi” cartelli si sono poi aggiunti il display con la scritta “Varco attivo” e le telecamere, «che sostituiscono i vigili e ci hanno consentito di scoprire che i segnali non vengono rispettati».
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