Vendesi Abruzzo per fare cassa

Ex manicomi, caserme, scuole, palazzi e terreni Comuni, Province ed enti pubblici cercano acquirenti

PESCARA. Era il manicomio più grande del centro sud Italia: 22 mila metri quadrati di stanze, poco più delle dimensioni dello stadio di San Siro. Qui nacque la psicanalisi italiana, grazie a Levi Bianchini e fu persino ricoverato uno dei figli di Sigmund Freud. La Asl lo ha messo da anni in vendita: vuole 13 milioni di euro, può essere già trasformato in centro direzionale con ristoranti, appartamenti, uffici e persino un albergo. Ma nessuno lo compra.

Inizia da qui il nostro viaggio in Abruzzo fra gli immobili pubblici messi in vendita da Comuni, Province, Regione e Stato, allo scopo di fare cassa e diminuire il debito pubblico, sulla base del Decreto-Sviluppo del governo Monti. Per ora è certo solo che c’è qualcuno disposto a vendere (gli enti pubblici). Ma ci sarà chi avrà voglia di comperare? E a quali condizioni? Le condizioni (si legga l’intervista nella pagina a fianco) sono queste: la certezza normativa della possibilità di usare l’immobile acquistato per un uso economicamente conveniente per il compratore.

Provincia di Teramo.

Tra gli immobili teramani, anzi abruzzesi, messi in vendita l'ex manicomio è certamente il più grande: accoglie chi entra a Teramo con la scritta "porta Melatina" che spicca sotto l'arco. Ma non è l'unico bene da alienare. La Provincia, infatti, chiede 700 mila euro per il palazzo delle Acli. E ha chiesto 2 milioni per l'ex caserma dei vigili del fuoco acquistata ma sembra non ancora pagata dall'ex patron della Tercas basket. Sicchè la vendita, tra una settimana, potrebbe anche saltare. Passiamo quindi al Comune di Teramo che di beni immobili alienabili ne ha tre e grandi, anche se il sindaco Maurizio Brucchi precisa: non li vendiamo perché il Comune ha bisogno di soldi. In sintesi l'ex scuola Molinari, il mercato coperto di piazza Verdi e soprattutto il cineteatro comunale di corso San Giorgio potrebbero essere venduti a imprenditori che intendano valorizzare questi immobili. Il Comune li ha fatti stimare: il cineteatro che accoglie anche l'Oviesse vale 3 milioni di euro, il mercato coperto di milioni nel vale 1,9 e infine l'ex Molinari stimata 5 milioni di euro ma attualmente occupata dall'università a costo zero.

Provincia dell’Aquila.

All’Aquila, colpita dal terremoto del 2009, è difficile trovare beni immobili da mettere in vendita al pubblico. Gran parte delle strutture ha prima bisogno di un intervento di ricostruzione.

«Il pareggio di bilancio raggiunto», spiega comunque l’assessore Lelio De Santis, «non ci obbliga a reperire beni da mettere in vendita. Scelta obbligata, invece, in altri Comuni della provincia». Discorso a parte va fatto per il complesso ospedaliero di Collemaggio, esteso 19 ettari, è fra i beni strumentali della Asl che possono essere messi in vendita, previa definizione della destinazione d'uso da parte del Comune, in base a una norma statale che stabilisce che i beni delle Asl non utilizzati devono essere venduti e i proventi devono andare alla Asl. Ma il manager della Asl, Giancarlo Silveri, non ha, almeno per il momento alcuna intenzione di vendere un complesso che ha un valore monumentale e storico oltre che immobiliare e, quindi, la sua destinazione deve essere attentamente valutata. Il valore del complesso ospedaliero dipenderà dalla destinazione d'uso. Raiano nei giorni scorsi ha messo all’asta il Centro artigiani per 490mila euro. È recente il via libera della Regione al piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari di Celano. La vendita riguarda al momento 51 alloggi. L'amministrazione prevede di incassare circa un milione e 200mila euro.

È singolare il caso di Avezzano, dove nel programma delle vendite sono state inserite persino le casette del post-terremoto del 1915, verrà discusso venerdì prossimo nella seduta del consiglio comunale. Nella lunga lista di beni da alienare (dovrebbero portare nelle casse del comune circa un milione e 200mila euro; esclusa la somma per le storiche scuole), compaiono anche terreni, immobili ed ex casette asismiche realizzate dopo il terremoto del 1915. Una cifra consistente, circa 169mila euro, proviene proprio dalla cessione dei terreni. Oltre 360mila euro sono invece necessari per acquistare i terreni del contratto di quartiere II, mentre con 100mila euro si possono prendere delle aree nella zona nord della città. Nella lista compaiono inoltre la caserma del corpo forestale dello Stato, i canoni della cava Mascitti. In vendita anche i condomini di via don Minzoni via Perosi le casette asismiche di San Pelino e Paterno.

A Sulmona 18 immobili per un valore di oltre 9 milioni e 770 mila euro: ecco il piano 2012 per la vendita degli immobili pubblici. Il Comune ci riprova e, per incassare nuove entrate, mette in vendita case parcheggio, case albergo, l'ex mattatoio, l'ex mercato coperto e locali commerciali in centro storico. Non saranno messi all'asta tutti insieme, ma in base alle esigenze, nel corso dell'ultima asta, lo scorso 3 luglio, sono stati acquistati due appartamenti, per un entrata complessiva di 125 mila euro, ad ottobre è prevista una nuova asta per incrementare le entrate nelle casse comunali. Nei programmi, comunque, c'è da vendere otto case parcheggio e anche le ex case albergo del Comune in centro storico. Si tratta di appartamenti ristrutturati che, negli anni scorsi, il Comune affittava ai turisti a prezzi vantaggiosi con la doppia finalità di incentivare i soggiorni più lunghi nella patria di Ovidio e garantire entrate sicure nelle casse dell'ente. Ma nella lista, sono finite anche strutture importanti come l'ex mattatoio e l'ex mercato coperto (che ora ospita un supermarket) per un prezzo complessivo di due milioni e 500 mila euro. Queste due proprietà sono andate all'asta più di una volta ma senza trovare nessun acquirente. In vendita strutture artigianali, capannoni realizzati dal Comune nell'area Pip, l'area artigianale che si trova alle porte della città. In particolare, potranno essere acquistate quattro porzioni di capannoni artigianali ognuna di 800 metri. Tra i beni comunali da vendere anche lo storico Palazzo Manara, in viale Matteotti, (3 milioni e 500 mila euro) che è stato prima la sede del liceo scientifico Fermi e poi, sull'onda dell'entusiasmo che caratterizzò il Giubileo del 2000, fu trasformato in un centro accoglienza (per eventuali e improbabili pellegrini) con alloggi e ristoranti.

Provincia di Pescara.

A Pescara partiranno in autunno le prime aste pubbliche per la vendita dei beni del Comune. Verranno messi sul mercato immobili per un valore complessivo di 10 milioni 357mila euro. L'edificio di maggior pregio è l'ex Ferrhotel, lo storico albergo dei ferrovieri che si trova nelle aree di risulta: il prezzo a base d'asta è di 4 milioni 800mila euro. Ma sulla dismissione di questo immobile, abbandonato da anni, è già nata una polemica. Alcuni consiglieri di opposizione hanno chiesto al Comune di bloccare la vendita per realizzare nell'ex Ferrhotel una casa dello studente. Nessun problema, invece, per gli altri immobili da cedere. Nel lungo elenco figurano appartamenti, terreni, locali commerciali e uffici. Poi, ci sono i terreni edificabili in vendita a prezzi di mercato. Ce n'è uno in via Nazario Sauro, di 462 metri quadrati, valutato 286mila euro. Diversi anche i locali commerciali: uno in pieno centro, in viale Kennedy, di 43 metri quadrati, verrà messo all'asta al prezzo di 145mila euro. Si prepara a vendere i suoi beni anche la Provincia di Pescara. Nella lista figurano edifici, singoli appartamenti, case cantoniere e terreni. L'amministrazione provinciale ha già dato il via alle procedure per mettere all'asta alcuni appartamenti in via Foscolo, via Caboto e l'immobile dell'ex Napolplast di via Breviglieri per 3 milioni 715mila euro. Infine è di ieri la notizia della messa in vendita dell’ex sede del banco di Napoli (2.230 metri quadrati) all’angolo di corso Umberto e corso Vittorio.

Provincia di Chieti.

Costa 2 milioni e 200 mila euro l'ex ospedale di via Arniense, a Chieti, al terzo tentativo di vendita messo all'asta dalla Provincia. Quattro immobili in vendita, suddivisi in otto differenti lotti di acquisto, che dovranno fruttare all'ente quasi 17 milioni di euro. La Provincia mette in vendita il suo patrimonio immobiliare nella speranza di reperire fondi freschi per ripianare un bilancio sempre più in rosso. «In vendita dal Comune anche 11 abitazioni per uso civile, dislocate per lo più in centro storico, il casolare "ex Maccarone" situato nel quartiere Filippone e cinque scuole dismesse per un introito complessivo stimato in poco più di 2 milioni e 800 mila euro.

E' stato predisposto un bando che verrà pubblicato nei prossimi giorni. Il cartello "vendesi" viene affisso su undici appartamenti del centro cittadino: due trilocali si trovano nella centralissima piazza San Giustino, a due passi dagli uffici comunali del Centro elaborazioni dati (Ced), altri due immobili da 100 metri quadrati ciascuno sono in vendita in via Forlanini mentre un miniappartamento è acquistabile in via Menotti Guzzi. Scorgendo l'elenco delle abitazioni inserite dal Comune nel bando si trovano anche una casa da 135 metri quadrati in via De Lollis, ad una manciata di metri dal teatro Marrucino, due monolocali in largo Carbonari e altre tre abitazioni rispettivamente in via Supportico Educandato, in via dei Crociferi e in Salita Santa Lucia. Agli undici locali ad uso civile si aggiunge la superficie da 250 metri quadrati del sito "ex Maccarone" di via San Camillo De Lellis che ha un valore di mercato che sfiora i 450 mila euro. Peraltro il casolare ha annesso un terreno di 1100 metri quadrati strategico per eventuali investimenti residenziali.

A Vasto sono 24 gli immobili che il comune ha deciso di vendere all'asta. Nel piano delle dismissioni allegato al bilancio di previsione figurano fabbricati, uffici, appartamenti, terreni, ex scuole e perfino un parcheggio coperto con 200 posti auto.

Dalla vendita dei beni l'amministrazione conta di ricavare 5 milioni e 658mila euro. Tra gli immobili venduti finora al miglior offerente figurano gli uffici del giudice di pace nel quartiere San Paolo. I locali sono stati acquistati dalla società Melocchi srl al prezzo di un milione e 142mila euro. Sono invece andate deserte le aste per i tre appartamenti del Villaggio Siv, per nove alloggi residenziali e per un box nel centralissimo corso Mazzini. Nessuna offerta neanche per l’ex scuola di via Naumachia, in centro storico (prezzo a base d’asta 844 mila euro). Nell’elenco c’è pure il parcheggio coperto da 200 posti auto di via Martiri Istriani.

A Lanciano, infine, il Comune ha ,esso a punto un piano di alienazioni per un valore complessivo di 901.780 euro, stando alle perizie di stima approvate dal Genio civile. Gli immobili in vendita sono 7: il palazzo Lotti (410.000 euro), l’ex La Morgia in vico Corsea (60mila euro), l’ex Di Iorio in via Santa Maria Maggiore (114 mila euro), l’ex Spinelli in via Umberto I (51.520 euro), il vico 5 di Santa Maria Maggiore angolo via Cavour (79.500 euro) e l’attico al terzo piano di un palazzo in via Don Minzoni (147 mila euro).

(cr.re.)

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