Venti ricoverati, età media 42 anni

Sono pescaresi e chietini di ritorno dalle vacanze e anche stranieri
PESCARA. Sono venti i pazienti ricoverati al Covid hospital di via Paolini. Ieri erano 24, ma nel corso della giornata ne sono stati dimessi quattro. Nessuno in terapia intensiva, solo degenti ordinari con prime diagnosi di interstiziopatie polmonari. Quarantadue anni è l’età media dei nuovi pazienti affetti da coronavirus e patologie correlate. Sono stranieri provenienti da Russia, Ucraina, Macedonia, Spagna, Venezuela oppure italiani, anche pescaresi e chietini, di ritorno da vacanze o lavoro in questi stessi Paesi.
È l'identikit dei malati del Covid hospital pescarese. I contagi stanno tornando a crescere dopo una fase che sembrava solo calante. Gli allarmi dei sanitari non finiscono mai e sono sempre gli stessi, al punto che quasi non si ascoltano più. Avvertono, i medici: non è ancora il momento di abbassare la guardia. Ribadisce il concetto, Giustino Parruti, direttore dell’unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara e componente della task force della Regione sull’emergenza coronavirus: «Bisogna stare ancora accorti, la guardia deve restare alta perché il virus c'è anche se lo stiamo contenendo bene. Ma ognuno di noi deve fare la sua parte, è necessario limitare le occasioni di diffusione. Sono fiducioso di un popolo responsabile, che sappia capire la sciocchezza colossale di vanificare gli effetti del lockdown».
Difficile a farsi a pochi giorni dal Ferragosto, «ma bisogna stare molto attenti, se ci si bacia e abbraccia e non ci si lava le mani si creano situazioni di pericolo, bisogna mantenere il distanziamento», non si stanca di ripetere il professore.
«Oggi (ieri ndc) abbiamo avuto quattro dimissioni, un caso in particolare ci ha fatto riflettere, un paziente entrato in ospedale con un tampone negativo e patologie sospette», prosegue Parruti, «tutti i casi reintrodotti sono di importazione, stranieri che arrivano da Russia, Ucraina, Macedonia, Spagna, Venezuela, ma anche nostri connazionali che tornano a casa da quei luoghi. L'età dei nuovi malati, tra cui pescaresi e teatini, si attesta sui 42-50 anni, a dimostrazione che non è più una situazione confinata agli anziani». Quei «blasonati della scienza che sostengono l'attenuazione del virus forse non vanno in corsia. Il virus non è ancora scomparso e bisogna fare attenzione» conclude Parruti.(c.co.)
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