Venti tonni rossi pescati e nascosti tra i canneti del Saline

19 Ottobre 2018

Blitz della Finanza a contrasto dei traffici illeciti via mare Il pesce era destinato a ristoranti e vendita al dettaglio

CITTÀ SANT’ANGELO. Erano stati nascosti tra i canneti, lungo la sponda del fiume Saline. Venti tonni di grossa taglia e della pregiata e rara qualità pinna rossa appena pescati e lasciati lì, in attesa di essere caricati sui furgoni nel cuore della notte da qualcuno che li avrebbe poi portati a destinazione, immessi clandestinamente sul mercato della ristorazione o della vendita al dettaglio tramite operazioni commerciali di vendita in nero e in elusione dei controlli sanitari.
Ma a bloccare l’operazione sono stati i finanzieri del comando provinciale di Pescara che hanno individuato quel carico nel corso dei servizi intensificati proprio per contrastare i traffici illeciti via mare.
Un’attività di ricognizione, lungo la costa, mirata alla prevenzione dei traffici illeciti perpetrati anche sulla linea costiera e via mare e che, l’altra notte, ha portato alla luce i venti tonni pescati di frodo del peso complessivo di circa dieci quintali, sequestrati per violazione dei dettami della normativa in materia di pratica della pesca ed acquacoltura.
A quel punto, subito dopo il ritrovamento, è scattata la caccia ai presunti responsabili di quella pesca di frodo. Le unità navali della Guardia di finanza immediatamente attivate dalle unità di terra, hanno monitorato le imbarcazioni presenti in zona con l’obiettivo di intercettare i responsabili del traffico illecito.
Nel corso di questa attività, è stato individuato un uomo di origine romena a bordo di un natante a cui i finanzieri hanno contestato le violazioni alle norme sulla pesca sportiva oltre il limite dei cinque chili.
Tutta l’attività, che si è conclusa come detto con il sequestro amministrativo dell’ingente pescato, che sarà destinato allo smaltimento (all’esito di prescrizione del servizio veterinario della Asl di Pescara chiamato a intervenire) proseguirà per il pieno accertamento dei fatti e per l’individuazione dei trafficanti, «a conferma dell’attenzione del Corpo», come si legge nella nota del comando provinciale, «verso tutti i fenomeni che possano danneggiare l’economia legale in ogni sua forma, gli operatori commerciali che operano nella piena legalità, e i consumatori finali, talvolta “anello debole” dell’intera filiera commerciale». (a.s.)