Verde danneggiato: il sindaco diffida il Consorzio di bonifica

27 Luglio 2023

SAN GIOVANNI TEATINO. La condotta irrigua che costeggia la ferrovia su corso Italia finisce al centro di una polemica tra il Comune di San Giovanni Teatino e il Consorzio di bonifica, per i danni al...

SAN GIOVANNI TEATINO. La condotta irrigua che costeggia la ferrovia su corso Italia finisce al centro di una polemica tra il Comune di San Giovanni Teatino e il Consorzio di bonifica, per i danni al manto erboso di piazza San Rocco, di piazza Municipio e al patrimonio arboreo della galleria Wojtyla.
«Nonostante i numerosi interventi degli operai del Comune, che hanno cercato con una cisterna di 500 litri di acqua di limitare i danni della mancata irrigazione, le temperature elevate di questi giorni hanno ulteriormente compromesso lo stato di sofferenza del verde pubblico al centro del paese», si legge in una nota diffusa dall’amministrazione. Proprio alla luce di tale situazione, il sindaco Giorgio Di Clemente ha diffidato il Consorzio: «Sono mesi che quotidianamente sollecito il Consorzio di bonifica per il ripristino delle numerose rotture lungo la condotta irrigua», spiega il primo cittadino.
«Il danno ambientale per agricoltori, cittadini e amministrazione comunale è ingente e avrebbe richiesto una più attenta e tempestiva gestione dell’emergenza. Le piogge di maggio hanno tamponato una situazione già compromessa da tempo, ma con l’arrivo del caldo il mancato ripristino del tratto della condotta parallela alla ferrovia ha danneggiato in modo irreversibile il verde di luoghi identitari della città come piazza San Rocco, piazza Municipio e galleria Wojtyla». E aggiunge: «La riqualificazione di questi importanti luoghi comporterà investimenti economici importanti con aggravio sulle casse del Comune. Per questo, dopo la prima diffida da prte degli uffici il 28 giugno, la richiesta via pec dell’assessore all’Ambiente del 13 luglio per la messa a disposizione da parte della protezione civile e del Consorzio di autobotti, le quotidiane telefonate di sollecito, ora ho deciso di fare una seconda diffida al Consorzio di bonifica per comunicare che il Comune valuterà un’eventuale azione legale per il risarcimento dei danni». (a.d.s.)