Verdone: l’Italia mi deve stupire
«Molti mi chiedono se mi batterò fino alla morte per i film italiani. Certo che mi batterò. Ma loro dovranno aiutare me nello stupirmi e nell'emozionarmi». Così Carlo Verdone, in giuria alla Mostra...
«Molti mi chiedono se mi batterò fino alla morte per i film italiani. Certo che mi batterò. Ma loro dovranno aiutare me nello stupirmi e nell'emozionarmi». Così Carlo Verdone, in giuria alla Mostra , in un articolo scritto per l'Osservatore Romano su questa sua nuova esperienza veneziana. «Non è infatti una competizione sportiva e urge molta onestà nel giudizio», spiega l'attore e regista romano . «Anche perchè gli altri giurati sono molto rigorosi e indirizzati a una qualità molto alta. L'importante è insomma premiare il vero talento. Se sarà italiano sarò strafelice. Ma se sarà un altro vuol dire che è quello ad avere più colto nel segno. E ne dobbiamo gioire in ogni caso». Verdone racconta le estati trascorse al festival del Lido dove andava da adolescente col padre Mario, critico cinematografico, uno dei dirigenti e dei selezionatori delle opere in concorso. A Venezia riceverà il premio Bresson, che gli verrà consegnato da don Ivan Maffeis per conto dell'Ente dello spettacolo e della “Rivista del Cinematografo”. «Avrò un rimpianto quel giorno», commenta: «quello di non avere davanti mio padre. Perché dedicherò il premio a lui e al suo lavoro di grande educatore verso noi figli. Lui è stato il migliore e lui, per primo, ringrazierò».

