Verso i nuovi gruppi parlamentari

21 Febbraio 2017

Secondo Piepoli il nuovo soggetto politico potrebbe valere dal 5 al 7 %

ROMA. Quanto potrebbe valere in termini elettorali il nuovo soggetto che nascerebbe a sinistra del Pd? Secondo il sondaggista Nicola Piepoli il nuovo partito potrebbe valere tra il 5% e il 7%. Intanto i giochi vanno avanti tra strappi e segnali di dalogo. Il governatore della Toscana Enrico Rossi annuncia un nuovo gruppo parlamentare di fuoriusciti di sinistra a sostegno del governo. La minoranza Pd conferma che nessuno degli otto componenti di area bersaniana sarà oggi alla direzione del Pd però non è affatto detto che questo certifichi la scissione: «Al momento non si può dire nulla perché niente è ancora consumato» dice il bersaniano Nico Stumpo. All’indomani delle dimissioni di Renzi e a una manciata di ore dalla direzione che dovrà stabilire le date del congresso, le possibilità che la guerra tra maggioranza e minoranza possa ricomporsi sono ridotte al lumicino. Il più possibilista è Michele Emiliano, che si tiene le mani libere fino all’ultimo. «La porta non è ancora chiusa, questo è chiaro, ma se Matteo non risponde, non apre uno spiraglio, non dà un segno di ascolto e di rispetto, non resta nei prossimi giorni che constatare questo atteggiamento e andare via» dice il governatore della Puglia, che al contrario dei bersaniani oggi potrebbe partecipare alla direzione del partito.

All’indomani dell’assemblea che ha messo in scena tutte le divisioni interne al Partito democratico, è il governatore della Toscana a ipotizzare il nuovo organigramma in Parlamento. Si tratterà di una formazione composta dagli scissionisti del Pd e da quelli di Sinistra italiana, ossia Arturo Scotto e i suoi. E sosterrà il governo, contrariamente a quanto auspicato dal neosegretario di Si Nicola Fratoianni. «Ci sarà, a quanto mi risulta, un gruppo formato da chi esce dal Pd e chi esce da Sinistra Italiana, ma sosterrà il governo Gentiloni», certifica Rossi, che confida di aver pensato anche a un gesto plateale: «Non c’è più spazio. Stavo pensando di rispedire la tessera alla mia sezione, con una lettera, e di andare a trovare il segretario». Ma ad essere infuriati con Renzi sono soprattutto i bersaniani. «Per me non ci sono le condizioni per stare nel congresso. Se il congresso è un gioco delle figurine per dare qualche posto, io non ci sto» taglia corto Roberto Speranza.

I bersaniani, insomma, sono decisi a separarsi dal Pd. La scissione sarà inevitabile? I nuovi gruppi parlamentari della sinistra dem potrebbero nascere entro la fine febbraio. «I numeri ci sono in entrambe le Camere» assicurano gli scissionisti: a Montecitorio vengono dati per sicuri 22 deputati bersaniani in uscita. Si uniranno ai 16 che firmarono per la candidatura di Arturo Scotto alla segreteria di Sinistra italiana. Così si costituisce un gruppo di 38 deputati. Al Senato Scotto non ha truppe. Ma i bersaniani sono tra i 12 e i 15, sufficienti per formare un gruppo autonomo e avere un capogruppo.