Vertenza Italcementi, spunta Toto

2 Giugno 2016

L’imprenditore teatino potrebbe rilevare l’insediamento di Scafa con il passaggio ai tedeschi della Heidelberg group

SCAFA. Spunta Carlo Toto nella vertenza Italcementi. L'incontro di due giorni fa al ministero dello Sviluppo Economico, presieduto dal ministro Carlo Calenda – presenti la viceministro Teresa Bellanova, rappresentanti sindacali e presidenti delle Regioni che ospitano insediamenti Italcementi, con Giovanni Lolli a rappresentare l'Abruzzo – ha aperto uno spiraglio per l'impianto di Scafa, dove da tempo è sospesa la produzione e 54 lavoratori, ancora in forze per consentire le procedure di chiusura, sono in regime di cassa integrazione guadagni straordinaria fino a febbraio 2017.

Identica situazione si registra a Monselice (Padova), con 54 addetti in attività, che assieme al polo di Scafa è escluso dal piano industriale dell’acquirente del gruppo Itlacementi, la holding tedesca Heidelberg cement group, che nel prossimo mese di luglio procederà al subentro nella proprietà e potrebbe decidere di abbandonare definitivamente i due siti, abruzzese e veneto, per mantenere in attività tutti gli altri presenti in diverse regioni italiane. Lolli al tavolo ministeriale ha perorato la causa dell'Abruzzo chiedendo che i lavoratori Italcementi di Scafa rientrino nel perimetro dei fruitori della Cigs per un altro anno, come prevedono le normative vigenti. Possibilità attuabile solo nel caso ci fossero acquirenti interessati allo stabilimento. Uno di questi potrebbe essere proprio la Toto Spa che, circa sei mesi, fa aveva avuto contatti e interlocuzioni con il gruppo Italcementi. Contatti che tuttavia sembravano fermi a un livello conoscitivo. Del resto, se un subentro della Toto dovesse verificarsi, la trattativa dovrebbe essere condotta con la Heidelberg, nuovo proprietario e non più con Italcementi. Lolli ha ricordato che è avviata anche la procedura del bando europeo per favorire investimenti nella parte demaniale del sito. Qui è attualmente insediata la Sama, costola di Italcementi e detentrice della concessione mineraria e produttrice di mattonelle d’asfalto con 15 lavoratori.

«Credo» afferma Massimo Di Giovanni, segretario generale Fillea Cgil, che segue da vicino la vertenza «si possa dire che una breccia, tutta ancora da verificare, si stia aprendo, sia per i lavoratori Italcementi sia per gli addetti di Sama. Tutti gli sforzi vanno convogliati in un’unica direzione: individuare un soggetto capace di acquisire l'insediamento di Scafa».

In questo contesto si è inserito anche il governatore, Luciano D'Alfonso, che ha interessato il ministro Calenda e l'ambasciatrice tedesca in Italia Susanne Wasum-Rainer, per avere garanzie di salvaguardia dei livelli occupazionali all'atto del passaggio alla multinazionale Heidelberg, nel pieno rispetto degli accordi siglati già lo scorso dicembre 2015.

D'alfonso, nel documento inviato a tutti i presidenti di Regione che ospitano stabilimenti produttivi Italcementi, chiede di attivare «tutti i canali diplomatici per favorire un ripensamento, da parte della Heidelberg, della strategia di piano industriale in Italia» che non prevede sviluppi per il cementificio di Scafa.

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