Vertenza Oma, appello ai giudici fallimentari

17 Ottobre 2019

Castiglione, le segreterie provinciali di Fiom-Cgil e Fim-Cisl scrivono al tribunale «Valutare tutte le opportunità per garantire la produttività e i posti di lavoro»

CASTIGLIONE A CASAURIA. Un appello ai giudici del Tribunale di Pescara, sezione fallimentare, affinchè siano valutate tutte le opportunità «che possano garantire la continuità produttiva e la salvaguardia dei livelli occupazionali» alla fabbrica metalmeccanica Oma di Castiglione a Casauria.
A scrivere al Tribunale fallimentare di Pescara sono state ieri le segreterie provinciali di Fiom Cgil e Fim-Cisl, a difesa dei circa 330 lavoratori metalmeccanici della Oma Group, la cui sede principale è a Castiglione a Casauria. «Le segreterie provinciali Fiom Cgil e Fim Cisl sono molto allarmate per le ripercussioni sociali ed economiche che l’eventuale cessazione delle attività della Oma Spa potranno avere sulla nostra regione e sul territorio nazionale. Nessuno», prosegue la lettera «aveva contezza, tanto meno le maestranze, della reale situazione del gruppo. Nessun segnale lasciava presagire un tale stato di insolvenza, tanto da impedire l’omologa del concordato preventivo richiesto da Oma lo scorso 18 febbraio. È difficile comprendere la situazione se consideriamo che a tutt’oggi quasi tutti i dipendenti sono a lavoro, i salari vengono puntualmente pagati e l’azienda ha sempre rassicurato le maestranze che le commesse sono regolarmente rispettate, e che in prospettiva ci sono ordinativi programmati per i prossimi 4-5 mesi più una eventuale commessa importante per tutto il gruppo».
I sindacati quindi esprimono un «giudizio durissimo sull’atto unilaterale aziendale di dismettere l’attività per limitare i danni finanziari. È scorretto», prosegue il documento di Fiom e Fim «far ricadere tutto il peso sulla parte debole della catena produttiva, i lavoratori. Siamo certi che la giustizia farà il proprio corso, nei fatti ci auguriamo che sia fatta chiarezza e che se ci sono responsabilità riconducibili per questa situazione, queste siano attribuite. Non possiamo permetterci che questa realtà cessi la propria esistenza, che svaniscano anche questi posti di lavoro. Ufficialmente, al tavolo istituzionale della Regione Abruzzo sono state già descritte due possibilità di continuità per queste attività, due aziende hanno mostrato un concreto interessamento e nello specifico una delle due ha anche documentato l’impegno. Comprendiamo e ci rendiamo conto che la legge ha un compito diverso, deve rispondere a quanto sancito, ma comunque chiediamo, nel rispetto delle norme, che siano valutate tutte le opportunità che possano garantire continuità produttiva e, di consguenza, la salvaguardia dei livelli occupazionali», concludono i sindacati.