«Vertici di Aca e Arta ora dimettetevi»
La giunta esecutiva della Confcommercio di Pescara, in una nota, «chiede le dimissioni dei vertici di Arta e Aca, per la pessima gestione della questione depuratori e analisi delle acque». L’associazi...
La giunta esecutiva della Confcommercio di Pescara, in una nota, «chiede le dimissioni dei vertici di Arta e Aca, per la pessima gestione della questione depuratori e analisi delle acque». L’associazione dei commercianti entra così a gamba tesa nella vicenda del mare sporco riaprendo un’aspra polemica nei confronti dell’Agenzia regionale per la tutela ambiente, che effettua le analisi del mare e dell’Azienda comprensoriale acquedottistica, che gestisce i depuratori e le condotte fognarie. «La giunta esecutiva della Confcommercio, dopo le risultanze della riunione appositamente convocata», scrive l’associazione, «chiede le dimissioni degli interi vertici di Arta e Aca». «Tali enti», prosegue la nota, «nonostante rappresentino le strutture deputate al controllo e alla risoluzione delle problematiche in oggetto, si sono dimostrati assolutamente inadeguati rispetto ai compiti operativi e istituzionali loro assegnati». «Peraltro», aggiunge ancora la Confcommercio, «se perplessità potevano sorgere sulle persone chiamate a ricoprire incarichi di particolare responsabilità, quanto accaduto non può che confermare la legittimità di tali dubbi pure in ordine alle scelte a tal riguardo operate ed alle ragioni che le hanno suggerite». Secondo la Confcommercio, «Arta e Aca avrebbero dovuto vigilare e intervenire per tempo al fine di evitare il verificarsi di un episodio che ha creato notevoli danni economici e di immagine alle nostre coste e all'intero indotto dell'area metropolitana pescarese». Il riferimento è in particolare alla rottura della condotta fognaria di via Raiale, avvenuta il 28 luglio scorso, con lo sversamento in mare di 25 milioni di litri di liquami. In quei giorni i valori dei colibatteri, secondo quanto era risultato dalle analisi dell’Arta, erano schizzati alle stelle. Ma la balneazione non era stata vietata, perché l’ordinanza firmata dal sindaco Marco Alessandrini non era stata né pubblicata e né resa nota alla popolazione. Ora la Confcommercio esce allo scoperto e riapre la polemica. «La prossima volta, per citare un noto detto», conclude l’associazione, «vogliamo fatti, non parole».

