Verì: «I migranti? I focolai sono isolati e sotto controllo»

8 Agosto 2020

L’assessore: ma se le Asl non avessero fatto i tamponi sarebbe accaduto il peggio

PESCARA. «Focolai sotto controllo e completamente isolati rispetto a contatti verso l’esterno». L'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, tranquillizza i cittadini dopo l'impennata dei contagi da coronavirus, dovuta in larga parte alla positività accertata su molti migranti che, sbarcati a Lampedusa, sono stati trasferiti in Abruzzo. «Se procedure e protocolli vengono rispettati non ci sono rischi per le popolazioni locali», le fa eco il virologo Paolo Fazii. Il Covid-19, però, non riguarda solo gli stranieri. Il virus continua a circolare: dopo i contagi di Sulmona conseguenti ad una festa di compleanno, nelle ultime ore sono stati registrati altri casi sul territorio, tra cui nove fra i dipendenti dello stabilimento AviCoop di Controguerra, del gruppo Amadori. L'Abruzzo è la quarta regione per numero di contagi registrati ieri.
«REGIONI LASCIATE SOLE»
«La pressoché totalità di nuovi positivi registrati nell’ultima settimana in Abruzzo», dice l'assessore alla sanità, Nicoletta Verì, «è riferita a migranti trasferiti nei centri di accoglienza sparsi sul nostro territorio o a stranieri rientrati da aree a rischio. È evidente che la situazione sta diventando molto preoccupante, anche perché le Regioni e le Asl sono state lasciate sole dal Governo nazionale. Come si fa a trasferire in giro per le Regioni persone di cui è sconosciuta la storia sanitaria e che rappresentano un serio pericolo per la salute nazionale? È necessaria maggiore prudenza. In questi giorni mi sono chiesta più volte cosa sarebbe successo se le nostre Asl non avessero sottoposto a tampone i migranti e questi fossero stati liberi di circolare sul territorio senza alcuna limitazione. Sarebbe accaduta una catastrofe».
TAMPONI
«I migranti trasferiti dagli hotspot siciliani, sottoposti alla partenza solo a test sierologico e non a tampone», dice Verì, «finiscono di fatto in carico alle nostre Asl proprio perché positivi, con tutto ciò che ne consegue: rischi per il personale e aggravio di costi che devono essere sostenuti dalle nostre aziende. Può sembrare cinico, ma per una Regione in piano di rientro dal disavanzo sanitario anche questo è un aspetto tutt’altro che secondario». L'assessore poi si sofferma su una questione che negli ultimi giorni sta facendo discutere a livello nazionale: «È indispensabile che al momento dello sbarco vengano tutti sottoposti a tampone e non solo a test sierologico».
TUTTI ASINTOMATICI
Dello stesso avviso è il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara, secondo cui «il test da fare al loro arrivo in Italia dovrebbe essere il tampone, unico strumento riconosciuto, mentre il sierologico è un test di supporto». Le persone in questione, infatti, sono tutte asintomatiche e capita molto spesso, per questioni immunologiche, che soggetti senza sintomi risultino negativi al test sierologico. In ogni caso, ribadisce il virologo, «non sono situazioni che destano particolare allarme: per la popolazione locale non ci sono rischi. Finché non guariranno non potranno uscire da quella struttura. Sono più controllabili loro delle persone che invece rientrano dai Paesi europei. Grande attenzione, in questo periodo, ad esempio, va posta su chi arriva dall'Est Europa».
Numeri tanto elevati, secondo l'esperto, sono dovuti al fatto che gli stranieri in arrivo vengono tutti testati e alle condizioni drammatiche vissute nei Paesi di origine e durante il viaggio. Condizioni che favoriscono il contagio.
IL BOLLETTINO
Trentanove i nuovi casi secondo il bollettino della Regione. Non si registravano dati così alti da oltre tre mesi, quando l'Italia era ancora in lockdown. Del totale, 34 sono migranti (il Centro ne aveva già dato notizia ieri) e cinque sono relativi al territorio: tre pazienti a Pescara, uno a Lanciano e uno a Teramo. Il totale delle persone affette da Covid-19 sale a 3.474. Solo nell'ultima settimana c'è stato un incremento di 92 casi. Gli attualmente positivi sono 37 in più, per un totale di 190. I guariti sono 2.812 (+2). Non si registrano decessi recenti: il bilancio delle vittime è fermo a 472.
AMADORI
Il bollettino ufficiale, però, non tiene ancora conto degli ultimi dati diffusi dalla Asl di Teramo, che portano il totale ad oltre 50 casi. C'è un cluster allo stabilimento AviCoop-Amadori di Controguerra: nove dipendenti sono risultati positivi e a questi si aggiungono tre casi che riguardano i familiari del primo paziente. Tutto il personale della struttura oggi verrà sottoposto a tampone. Ieri l'azienda ha deciso di «chiudere precauzionalmente l'intero stabilimento fino al completamento dei test sull'intera popolazione di dipendenti e collaboratori», mentre «il sito produttivo è stato sottoposto a sanificazione straordinaria». La Asl, invece, si sta occupando di tutte le procedure di isolamento e controllo delle persone risultate positive.
TURISTI POSITIVI
C'è poi la vicenda dei due turisti arrivati a Roseto degli Abruzzi dal Veneto. Erano stati sottoposti a tampone nella loro regione, ma hanno deciso di partire per le vacanze prima di conoscere l'esito del test. Alla fine erano positivi. I due sono stati trasportati nel reparto di Malattie infettive dell'ospedale di Teramo per tutti gli accertamenti del caso per poi essere trasferiti nella rsa di Giulianova appositamente allestita per ospitare questa tipologia di pazienti. Anche in questo caso la Asl «sta lavorando alacremente per tracciare i contatti e porre in essere tutti i controlli necessari».