Verì, l’appello è accorato: «Dovete rimanere a casa»

12 Marzo 2020

L’assessore parla dell’alto rischio in corso di non poter accogliere tutti i pazienti Dice di evitare in maniera assoluta qualunque comportamento pericoloso

PESCARA. «Ho il dovere di rivolgere un ulteriore e accorato appello a tutti gli abruzzesi, affinché evitino di uscire di casa e di spostarsi se non è strettamente necessario. I contagi, infatti, stanno aumentando di giorno in giorno ed è indispensabile ridurre al minimo le possibilità di circolazione del virus». Così l'assessore alla Salute della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, si rivolge ai cittadini per chiedere loro uno sforzo ancora più importante.
Un appello alla responsabilità, affinché si evitino «comportamenti pericolosi», perché «non siamo in un film», ma anche un invito «alla calma», in quanto «non tutte le sindromi influenzali sono legate al coronavirus». «Purtroppo continuiamo ad assistere, nonostante le tante raccomandazioni, a comportamenti irresponsabili che mettono a repentaglio la salute di tutti noi», sottolinea Verì, «l'ho detto già nei giorni scorsi: non stiamo vivendo un film di genere catastrofico, in cui gli autori snodano le situazioni e delineano il finale della storia. Questa è la realtà e spetta a noi impegnarci per arrivare al lieto fine prima possibile». Il problema, infatti, è la tenuta del sistema sanitario. Un problema di cui gli esperti sono consapevoli già da prima che l'emergenza dal Nord si spostasse verso Sud. Se l'impennata di contagi non dovesse arrestarsi, il rischio è che gli ospedali non siano in grado di accogliere tutti i pazienti. «Il nostro sistema sanitario regionale», spiega l'assessore, «è sottoposto a uno stress enorme, ma i tanti professionisti che da giorni lavorano senza sosta all'interno delle strutture ne stanno garantendo la tenuta così come le cure agli ammalati. Le risorse, però, non sono infinite e qui entra in gioco il senso civico e di responsabilità di ogni singolo cittadino: non creiamo situazioni inutilmente rischiose per questi uomini e donne che sono in prima linea per tutti noi. E, soprattutto», incalza Verì, «evitiamo comportamenti pericolosi ed evitabili, che andrebbero a gravare su una rete già in emergenza».
Con il diffondersi del contagio, infatti, ci sono zone della regione in cui i casi non sono ancora stati del tutto tracciati dagli esperti. L'attenzione, in tal senso, è altissima perché potrebbero esserci persone inconsapevolmente positive al Covid-19. Proprio per questo l'unica soluzione è quella di limitare le relazioni sociali. Verì invita comunque i cittadini «alla calma e a non farsi prendere dal panico» e li esorta «a contattare telefonicamente il medico di famiglia per comunicare eventuali e inspiegabili peggioramenti del proprio stato di salute».
«Capisco che il contesto condiziona la nostra capacità di giudizio», aggiunge, «ma pur mantenendo alta la guardia, non dimentichiamo che non tutte le sindromi influenzali sono legate al coronavirus: e lo dimostra il dato dei tamponi eseguiti dall'inizio dell'emergenza a oggi, con oltre l'80% che ha dato esito negativo. Fidiamoci, dunque, di quello che ci dicono gli infettivologi, gli unici a stabilire i sintomi che giustificano l'effettuazione di un tampone». «Inutile nascondere», dice ancora l'assessore, «che la situazione è seria e non va sottovalutata. Come istituzioni abbiamo predisposto in anticipo tutte le azioni utili a far fronte a un'eventuale maxi emergenza e a limitarne l'impatto, ma abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti, che si concretizza nel modificare in questo periodo le nostre abitudini».
In piena emergenza, Verì respinge inoltre ogni tentativo di buttarla sullo scontro politico: «Non è il momento delle polemiche e per questo», sottolinea, «trovo inaccettabile leggere attacchi su trasferimenti di pazienti o attrezzature da un ospedale all'altro: sono possibilità contemplate dal piano di emergenza vigente: i pazienti positivi al contagio vanno il più possibile isolati e concentrati in poche strutture. E lo stesso vale per il personale e le attrezzature che devono arrivare dove sono più necessarie. Basta dunque a dibattiti inutili e strumentali, perché oggi l'obiettivo è più importante e per centrarlo dobbiamo essere uniti». «Nel frattempo, si continua a lavorare anche su altri aspetti tecnici connessi alla gestione dell'emergenza, come il provvedimento che renderà finalmente fruibili a tutti i servizi della ricetta dematerializzata. Al fine di limitare il flusso di pazienti che accedono agli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, infatti, il cittadino potrà andare in farmacia esibendo la tessera sanitaria e il numero di ricetta elettronica comunicato dal medico. Il farmacista, grazie al codice», conclude Verì, «individuerà la prescrizione e dispenserà i farmaci. Il tutto, appunto, senza recarsi nell'ambulatorio del medico». (l.d.)
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