Vescovi abruzzesi: siamo pronti per far ripartire anche le messe

9 Maggio 2020

Forte (Chieti-Vasto): «Protocollo osservato con impegno». Santoro (Avezzano): «Ingressi regolati» Valentinetti (Pescara-Penne): «I parroci presteranno attenzione, serve senso di responsabilità»

Distribuzione della comunione ai fedeli con guanti e mascherine, niente acqua santa e igienizzazione delle chiese dopo ogni funzione. Anche le “case di Dio” fanno i conti col virus nella fase 2 dell’emergenza. La ripresa delle funzioni a partire da lunedì 18 sarà accompagnata dall’entrata in vigore di una serie di norme che a loro volta i vescovi abruzzesi stanno facendo recepire ai sacerdoti di tutte le parrocchie. Saranno loro, infatti, i veri esecutori del protocollo stilato tra la Cei e il governo italiano.
IL DOCUMENTO. Il documento di quattro pagine con le norme comportamentali – riservate sia al sacerdote che ai fedeli – è arrivato già in tutte le diocesi dell’Abruzzo e quindi in ogni parrocchia. I vescovi, in qualità di capi spirituali nei vari territori, lo hanno studiato coi loro più stretti collaboratori prima di aprire un confronto con i sacerdoti che dovranno applicarlo materialmente.
IL MONITORAGGIO. «Abbiamo informato i parroci sulle regole da rispettare e far rispettare», commenta il vescovo di Avezzano, monsignor Pietro Santoro, «saranno loro che faranno tutto quello che il protocollo prevede, in comunione con la diocesi che non li abbandonerà nella delicata fase di ripresa. Proprio in questi giorni, i parroci stanno monitorando quante persone possono essere accolte nelle chiese, poi lo comunicheranno alla diocesi e insieme valuteremo se aumentare o meno le messe in base sia alla capienza dei luoghi sacri che all’affluenza. L’accesso regolamentato verrà stabilito insieme a laici e volontari in ogni parrocchia. Devo dire che ho trovato una grande disponibilità da parte dei sacerdoti, pronti ad applicare ogni norma del protocollo senza alcun problema, compreso l’uso dei guanti nel momento della distribuzione della comunione».
COSE DA FARE. Saranno quindi i volontari a supportare i sacerdoti e ad aiutarli, sia per ciò che riguarda l’afflusso e la sistemazione dei fedeli in chiesa, sia per l’organizzazione delle funzioni. Bisognerà sanificare gli ambienti dopo ogni messa, eliminare libretti di canti e preghiere, installare all’ingresso un igienizzante per le mani, insieme a dei guanti e delle mascherine per chi eventualmente ne fosse sprovvisto, creare dei percorsi per evitare gli assembramenti.
ORGANIZZAZIONE. Nella diocesi di Sulmona-Valva, la prossima settimana il vescovo, monsignor Michele Fusco, terrà un incontro con i parroci del territorio per valutare come meglio affrontare la fase 2. «Discuteremo di tutte le norme del protocollo la prossima settimana», afferma monsignor Fusco, «ci organizzeremo con i sacerdoti per capire come applicare al meglio le regole per ricominciare a celebrare con la presenza dei fedeli».
GLI AIUTI. Le diocesi, quindi, dovranno coordinare, supportare e aiutare le parrocchie. «Come diocesi, abbiamo offerto alle parrocchie una prima sanificazione delle chiese e una prima fornitura di gel igienizzanti, prodotti per sanificare, guanti e mascherine», precisa l’arcivescovo di Lanciano-Ortona, monsignor Emidio Cipollone, «poi in seguito provvederanno da soli. Noi aiuteremo nella concretezza i parroci a fare tutto quello che c’è da fare. Entro lunedì mattina faremo un regolamento diocesano per aiutare ogni sacerdote a mettere in pratica le norme previste dal protocollo per la ripresa delle funzioni. Ogni parroco dovrà mettere in piedi un servizio d’ordine che lo aiuti nel rispettare le regole tra le quali anche quella delle distanze in base alla grandezza della messa. Per quanto ci riguarda abbiamo dato la possibilità ai sacerdoti di celebrare all’aperto, qualora ci fossero spazi a disposizione, come per esempio al santuario del Miracolo eucaristico di Lanciano: il chiostro verrà utilizzato per le funzioni».
PIÙ MESSE. Ai sacerdoti spetterà il compito di fare in modo che non ci sia un elevato afflusso di fedeli. Per evitare ciò ci si potrà organizzare anche con più celebrazioni soprattutto nei festivi. «I nostri sacerdoti, grazie a un regolamento interno che avevamo realizzato, già si sono attrezzati per celebrare dal 4 maggio i funerali, igienizzando le chiese e regolando gli ingressi», evidenzia l’arcivescovo di Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti, «abbiamo accolto con gioia il protocollo che dà delle indicazioni ulteriori. Come diocesi, ci siamo messi a disposizione dei sacerdoti e abbiamo dato la disponibilità a supportare le parrocchie chiedendo a tutti di gestire questo particolare momento con un senso di responsabilità. Abbiamo suggerito ai nostri parroci di prestare attenzione nel momento della consacrazione e di tenere le pissidi a distanza e coperte per evitare qualsiasi contatto. Saranno poi usati i guanti, come previsto dal protocollo Cei, per la distribuzione».
LA COLLABORAZIONE. Una collaborazione tra la diocesi e la parrocchia e una collaborazione tra il sacerdote e la sua comunità saranno le basi giuste per la ripartenza che sarà graduale. I vescovi, infatti, dopo aver dialogato con i parroci delle loro diocesi, hanno deciso che la strada da percorrere è quella del confronto quotidiano per capire dove si possono presentare i problemi e come eventualmente intervenire. Anche nell’arcidiocesi di Chieti-Vasto si lavora per la ripresa delle liturgie. L’arcivescovo, monsignor Bruno Forte, ha confermato che per quanto riguarda le norme previste dal documento Cei «verranno osservate con impegno». Il tutto grazie sempre alla rete che arcivescovo e sacerdoti hanno costruito.
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