Vestina gas, ancora due settimane per vendere il 12% delle quote

Penne, proroga sino a fine mese sulla trattativa che vede interessati gruppi privati come Heracomm e Edma srl, ma in caso di mancato accordo il Comune dovrà decidere di cedere tutta la società
PENNE. La vendita del 12% di Vestina Gas resta in cima all'agenda del Comune di Penne. L'amministrazione del sindaco Rocco D'Alfonso ha prorogato sino a fine gennaio i termini della trattativa privata per la cessione delle quote di minoranza dell società che eroga i servizi di stribuzione del gas in città per un cifra di circa 800mila euro. Per l'ente c'è la necessità di reperire con urgenza i fondi necessari per coprire il debito di circa 780mila euro maturato nei confronti della famiglia Cutilli, con tanto di sentenza esecutiva, per l’esproprio dei terreni dove fu costruita la struttura sanitaria del Carmine, ed evitare il dissesto finanziario dell’ente.
Alla seconda trattativa privata elaborata dall’amministrazione, curata dal dirigente comunale, Arturo Brindisi, saranno invitate una cinquantina di aziende. Secondo alcune informazioni raccolte, oltre a un abboccamento avuto con la Heracomm Marche, è la Edma srl, che serve 19 Comuni nelle Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo, la società che nei precedenti tentativi di dismissione avrebbe dato prova di maggior interesse nell’acquisire le quote. L'assessora al Bilancio, Valeria Di Luca, ha spiegato quale sarà la procedura che seguirà l'ente nell'iter di vendita. «La dirigente del settore finanziario ha informato il revisore dei conti, Maurizio Bucci, della proroga dei termini per la trattativa privata. Il tentativo è stato necessario, poiché durante le feste natalizie per molti consigli di amministrazione di aziende importanti non è stato possibile organizzarsi per partecipare alla trattativa. Qualora anche questo tentativo dovesse andar male» prosegue la Di Luca, «si dovrà tornare in Consiglio comunale e decidere in quella sede la dismissione dell'intero pacchetto azionario di Vestina Gas in possesso del Comune».
Insomma, l’amminisyrazione D’Alfonso avrà davanti due settimane bollenti, con una trattativa sempre sul filo del rasoio per sperare di reperire i fondi necessari a estinguere il debito con i Cutilli salavtao il bilancio dell’ente. «L'idea di prorogare la trattativa è un ulteriore tentativo per cercare di mantenere la maggioranza sul pacchetto azionario di Vestina Gas, che per noi rappresenta un autentico gioiello di famiglia», rimarca il sindaco.
Anche il Comune di Collecorvino, che detiene l' 11 per cento di Vestina Gas, ha messo in vendita le proprie quote per 1,4 milioni di euro. Ma il bando pubblico di Collecorvino, così come i tentativi più recenti esperiti dal Comune di Penne, sono andati a vuoto. Se per Collecorvino però non c'è una vera e propria esigenza stringente, per il capoluogo la vendita di Vestina Gas è da considerarsi l’ultima spiaggia. Il rischio di un default finanziario è infatti tutt'altro che evitato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

