Vestina Gas, verso la seconda asta
Il sindaco: dopo il bando deserto aumenteremo le quote da cedere
PENNE. Continua a tenere banco la vendita delle quote di Vestina Gas. Il Comune di Penne, che ha visto andare deserta la prima asta per la vendita del 6 per cento delle quote per una cifra vicina ai 780 mila euro, sta valutando altre soluzioni per cercare di reperire i soldi necessarie a pagare un debito maturato nei confronti della famiglia Cutilli, per l’esproprio dei terreni dove fu costruita la struttura sanitaria del Carmine, ed evitare lo squilibrio finanziario del bilancio. Nelle scorse settimane solo la Hera Comm Marche, costola del colosso emiliano, ha avanzato una manifestazione d'interesse. Un abboccamento che però non ha prodotto nessuna soluzione. In seno alla maggioranza del sindaco D'Alfonso, adesso è tempo di serrate valutazioni per cercare di sbrogliare quanto prima la matassa. Se il Comune non dovesse recuperare la somma da versare ai Cutilli entro il prossimo 31 dicembre sarebbe concreto il rischio dissesto. Secondo alcune indiscrezioni, l’ente vestino pare stia seriamente valutando l’ipotesi di aumentare le quote in vendita di Vestina Gas e, allo stesso tempo, di abbassare il valore delle stesse sempre dopo un accurato studio da parte di alcuni esperti.
«Stiamo ragionando sulla miglior soluzione possibile per rendere più appetibile la vendita. Di certo nei prossimi giorni troveremo la quadra per mettere in piedi una seconda asta», dice il sindaco Rocco D’Alfonso.
Attualmente la Vestina Gas, finita in una inchiesta a tre condotta da finanza, carabinieri e polizia locale, è una società interamente pubblica, con un valore che si aggira intorno agli 11 milioni 756 mila euro, partecipata dai Comuni di Penne, Loreto Aprutino e Collecorvino. Penne detiene maggioranza assoluta della società con il 57%.
Francesco Bellante
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