«Vetri rotti e soffitto crollato, i nostri danni»

10 Gennaio 2015

Le testimonianze di imprenditori e artigiani vicini: allarmati sì, ma via della Scafa resta tranquilla

SANT’ANGELO. Accanto al circolo El Hueco c’è la chiesa evangelica pentecostale di Città Sant’Angelo: «Quando mi hanno detto di un’esplosione in via della Scafa ho pensato subito a un attentato contro di noi», dice il pastore Pietro Evangelista, fondatore 4 anni fa del centro cristiano Il Buon Samaritano. Invece, quella della notte scorsa non è stata una bomba contro una religione ma un messaggio per il circolo latinoamericano. «Visti i messaggi che lanciamo, messaggi di salvezza, ho avuto paura che la bomba fosse proprio per noi oppure per me che vado a predicare anche nel carcere di San Donato. Del resto, tanto tempo fa, sono stato minacciato già una volta», racconta il pastore, «però, adesso, non abbiamo problemi con nessuno: il nostro centro è frequentato da 12 etnie diverse, tutte in armonia e in accordo e con il circolo non abbiamo mai avuto problemi». La deflagrazione ha provocato lievi danni anche alla chiesa: «Si è rotto qualche pannello di vetro, per fortuna niente di grave».

Vetri rotti anche alla pizzeria Girasole: «Mi hanno telefonato alle 4,30 per dirmi che c’era stata un’esplosione vicino al locale e mi sono precipitato: c’erano già i vigili del fuoco e i carabinieri», racconta Fabrizio Cattivera, titolare della pizzeria da trecento posti che sta davanti al circolo colpito. Il Girasole, 5 sale e area giochi per bambini, è il punto di riferimento per le famiglie: «Siamo qui da 15 anni e nessuno di noi ha mai visto una cosa del genere», sottolinea Cattivera, «siamo preoccupati come è giusto che sia, ben sapendo però che la nostra attività non c’entra niente con quello che è successo: quando le famiglie escono dalla pizzeria, addirittura i clienti del circolo non sono ancora arrivati. Si tratta di due clientele differenti e che non si incrociano. Basti pensare che neanche io conosco i gestori». Cattivera ribadisce la tranquillità della zona: «Abbiamo già cambiato i vetri rotti al secondo piano e siamo pronti a riaprire come se niente fosse accaduto».

Cristiana Calista, con la sua Polycad, usa il polistirolo per creare un po’ di tutto, dalle basi per le torte alle insegne pubblicitarie: tra la Polycad e il circolo El Hueco c’è soltanto un altro negozio con un controsoffitto staccato per effetto dell’onda d’urto. Ieri, la Polycad è rimasta chiusa in attesa del responso dei vigili del fuoco: «Noi artigiani e commercianti di via della Scafa siamo come una grande famiglia», spiega Calista, «siamo persone serie che, ogni mattina, si alzano per lavorare onestamente. Quello che è successo rappresenta un danno soprattutto per noi che fatichiamo». Calista ha saputo dell’attentato da un’amica: «Mi ha telefonato poco prima che arrivassi ad aprire il laboratorio e mi ha detto di non spaventarmi per tutto il dispiegamento di vigili del fuoco, carabinieri e giornalisti». Alla fine dei conti, è stata una giornata di lavoro persa: «Sì», dice Calista, «ma le scadenze da rispettare restano». (p.l.)

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