Via ai distretti per far rinascere il commercio

Riunione con le associazioni per decidere la suddivisione della città, saranno realizzate cinque zone
PESCARA. Quattro se non cinque centri commerciali naturali diffusi su Pescara. Uno per la zona del centro, uno per Porta Nuova, un terzo per i Colli, e un quarto per l'area nord con viale Bovio. Il quinto potrebbe riguardare la zona della Tiburtina. Si è parlato di distretti commerciali ieri pomeriggio in Comune.
L'assessore al commercio Alfredo Cremonese ha convocato un incontro con le associazioni di categoria. Alla riunione erano presenti la presidente di Confesercenti Marina Dolci, il direttore Gianni Taucci, il presidente di Confcommercio Riccardo Padovano, Dino Lucente per Casartigiani e Gianluca Luminari dell’Unione provinciale degli artigiani (Upap Clai). Presenti anche Francesco Chiavaroli e Lanfranco Chiavaroli, dirigente e responsabile dell'ufficio Commercio. «Il commercio a Pescara sta affrontando una dura crisi che va avanti da molto prima del Covid», ammette l'assessore Cremonese. «Questa condizione dipende da tanti fattori, uno fra tutti, la concorrenza durissima che deriva dal commercio online. Bisogna quindi ragionare sul rilancio del comparto e farlo bene. Insieme dobbiamo pensare alle giuste misure, sviluppando un progetto concreto».
Dalla responsabile dell'ufficio legale Paola Di Marco è già giunta una linea di indirizzo sulla forma giuridica da utilizzare, che potrà essere del consorzio o dell'associazione sulla scia di Gal o Flag, per promuovere e intercettare bandi e fondi. Tutti i soggetti dovranno partecipare anche con quote economiche. «È uno strumento per partire dai suggerimenti che arriveranno dai commercianti di una determinata zona che conoscendone dinamiche e criticità possono dare sviluppo concreto».
Tra 15 giorni, Comune e associazioni torneranno a riunirsi per analizzare una prima bozza di protocollo per poi confrontarsi con altri enti, Regione in primis, e individuare le risorse. «Come Confesercenti», afferma il direttore Gianni Taucci, «abbiamo proposto all'amministrazione di seguire la linea intrapresa dalla Puglia, dove è la Regione a finanziare la start up dei distretti. I distretti su Pescara devono essere almeno quattro, se non cinque, e bisogna coinvolgere non solo le associazioni di categoria, ma anche tutti quei soggetti che siano portatori di interesse per un rilancio commerciale, turistico e culturale».
«Siamo favorevoli ad aprire un distretto», commenta il presidente di Confcommercio Padovano. «Deve però essere un progetto che abbia le gambe per camminare. E affinché sia così il Comune deve farsi portavoce con la Regione in modo che con una legge ad hoc istituisca almeno nelle città capoluogo dei distretti importanti, che abbiano un'autonomia economica e organizzativa». (m.pa.)
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