Via alla causa da 900mila euro, una ditta contro il Comune

2 Novembre 2022

PESCARA. È una lite da oltre 900mila euro per «presunto illegittimo comportamento» del Comune. A portare l’amministrazione Masci in tribunale è la ditta Di Egidio srl di Montorio al Vomano che, nel...

PESCARA. È una lite da oltre 900mila euro per «presunto illegittimo comportamento» del Comune. A portare l’amministrazione Masci in tribunale è la ditta Di Egidio srl di Montorio al Vomano che, nel 2018, aveva vinto l’appalto per i “lavori di infrastrutturazione e messa in sicurezza di incroci e nodi stradali in varie zone della città” per 254.509,24 euro.
Il contratto tra Comune e azienda è stato siglato nel 2019 e gli atti della gara d’appalto spiegano che «la società, in sede di offerta, ha dichiarato di voler subappaltare i seguenti lavori o parti di opere: massetti, pavimentazione in cubetti di porfido, pavimentazione in cubetti di pietra lavica, opere elettriche, segnaletica stradale, pavimentazione industriale e verniciatura, pavimenti in ceramica, infissi, impianto sanitario». Il perché, poi, sia scoppiata la lite lo spiega una delibera della giunta Masci: tutto ruota intorno ai maggiori costi che l’impresa avrebbe sopportato durante i lavori. «Durante l’esecuzione dei lavori, sono insorte contestazioni», recita il documento, tra la ditta e il Comune «esplicitate in 197 riserve contabili attinenti alla fase esecutiva ed agli asseriti maggiori oneri sostenuti in relazione alle diverse lavorazioni effettuate per l’importo complessivo di 211.820,50 euro. L’impresa appaltatrice, inoltre, ha lamentato ulteriori doglianze in merito al risarcimento del presunto danno che avrebbe subito in ragione dell’asserito illegittimo comportamento della stazione appaltante nel corso dell’esecuzione dei lavori».
La ditta, oltre ai 211mila euro per «i maggiori oneri sostenuti», vuole 633.229,58 euro di danni e 62.337,73 euro di interessi «in ragione del presunto illegittimo comportamento della stazione appaltante». Soldi che il Comune non vuole pagare: «Si rende, quindi, necessario resistere in giudizio», suggerisce la dirigente Paola Di Marco. Un invito che Masci e gli assessori hanno raccolto.(p.l.)