«Via Battisti diventa invivibile come Pescara Vecchia»

Ubriachi, auto e schiamazzi: dopo le lamentele dei commercianti arriva la denuncia di un residente Leardi: il moltiplicarsi di localini sta scalzando i negozi tradizionali che avevano ripopolato la strada
PESCARA. Dopo i commercianti, anche i residenti. Via Cesare Battisti comincia a far paura a chi ci lavora e a chi ci vive. Il provvedimento con cui il questore Passamonti ha disposto la chiusura per 15 giorni del ristorante “Best of India” (a seguito di una rissa), ha dato la stura al malcontento e alle lamentele di chi sta assistendo alla trasformazione di questa fetta di centro cittadino. Morta fino a qualche anno fa, ma ora risorta a ritmi e modalità che sembrano spingerla fuori controllo. Lo racconta, come avevano fatto i commercianti della zona due giorni fa, anche Gianni Leardi. Dipendente dell’agenzia marittima Sanmar e da sempre in prima linea per i problemi del porto, in via Battisti Leardi non solo ha scelto di abitare con moglie e figlie ma ci ha anche investito tempo e denaro avviando con i fratelli un locale che, come quelli di altri giovani da quelle parti,nulla ha a che vedere con i cicchetti a un euro, le risse e gli ubriachi per strada. Eppure, scrive Leardi al Centro, «dopo gli ultimi accadimenti su via Battisti e il moltiplicarsi di locali e localini dove viene fornito soltanto alcool siamo a dir poco preoccupati sull’evolversi della situazione». Dice di sentirsi, come tanti altri residenti, «prigioniero della nuova zona pseudopedonale del centro di Pescara». E spiega perché: «Ho acquistato un appartamento in questa zona anni fa, quando c’era ancora traffico e la zona non era di elite, c’erano soprattutto uffici, ambulatori e case non abitate. Come molti giovani ci abbiamo creduto, abbiamo messo su famiglia e il centro di Pescara si è ripopolato grazie a noi ma anche ai piccoli supermercati, ai negozi di ogni genere. Ora questa via si sta spogliando dei negozi tradizionali (parrucchieri, tessili, fruttivendoli, artigiani, pelletterie) scalzati dai locali che da corso Manthonè sbarcano in centro per far fortuna». È tutto qui il timore di Leardi e di chi vive e lavora in via Battisti: «Di questo passo la situazione diventerà simile a quella che stanno vivendo a Pescara vecchia. I residenti sono fuggiti, i locali sono quasi tutti chiusi, ogni tanto qualche rissa. Ma il centro di Pescara non può permettersi di diventare così e spero vivamente che gli amministratori se ne rendano conto prima che sia troppo tardi... anche se ormai il danno è fatto». Perché, come riferisce ancora Leardi, «via Battisti e le vie limitrofe di sera sono innanzitutto sede di parcheggi di auto che provengono da tutto l'Abruzzo, Suv e auto di grande cilindrata. Dopo le 20 non ci sono più i vigili e tutti si sentono autorizzati ad accedervi, a spargere tavoli e sedie occupando tutta la via senza la possibilità nemmeno di passeggiare. Non c’era un'ordinanza che limitava e prescriveva precise regole per i locali? Di notte poi bottiglie di birra sparse dappertutto, sulle aiuole dentro i portoni urla, schiamazzi, musica ad alto volume, puzza di marijuana da appestare e nessun controllo! Si dice che devono anche loro lavorare, ma sicuramente non così. (s.d.l.)
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