Via Colle di mezzo cade a pezzi «I marciapiedi? Non ci sono più»

6 Giugno 2022

Il racconto di residenti e commercianti che vivono e lavorano tra buche, erbacce e rischi continui «Voragini transennate e strisce pedonali sbiadite, si cammina guardando a terra per non cadere»

PESCARA. Buche, bolle d’asfalto provocate dalle radici che esplodono in superficie ed erbacce. Si cammina a testa bassa per non inciampare e farsi male sui marciapiedi di via Colle di Mezzo, la strada che costeggia il cimitero dei Colli. Il più dissestato è l’ultimo tratto, quello che confina con via del Santuario e che scorre lungo le traverse di via Di Girolamo (zona scuola Bosco Cep), via Colle di Vallevona, via Monte Luco e strada Ciattoni.
Il Comune ha messo in cantiere un finanziamento di 200mila euro per la riqualificazione della strada a scorrimento veloce, dove insistono diverse attività commerciali. Ma intanto protestano gli operatori economici e i residenti della zona che si dicono «preoccupati per la pericolosità dei marciapiedi» e «infastiditi dal degrado» circostante. «È uno schifo», taglia corto Domenico D’Alberto, residente di via Colle di Vallevona, che si affaccia dal balcone e commenta: «Si cammina guardando a terra per non sfracellarsi sulle buche dove mia moglie è già caduta, ed è tornata a casa col viso insanguinato. I marciapiedi sono ricoperti di erbacce che ogni tanto andiamo a strappare per non farcele arrivare sotto le finestre, dai cassonetti qui sotto ci arriva un puzzo insopportabile in casa. E come se non bastasse, siamo assediati da zanzare e topi».
Schiva gli asfalti rigonfi Tatiana Fanolla, mamma di tre figli, in attesa vicino alla scuola: «Ho paura a camminare e con i tacchi è impossibile. Cerco di non oltrepassare i tratti più pericolosi e dissestati, sto attenta a dove metto i piedi. E le strisce pedonali sono sbiadite. Qui è un vero disastro, siamo nelle vicinanze di una scuola, spero che qualcosa cambi presto». Lorenza Brocco, residente in via del Santuario, procede a passo spedito con il suo cagnolino meticcio Yuma: «Cammino strisciando il muro dove l’asfalto del marciapiede è meno rovinato, ma tutte le strade di Pescara sono malconce. Peraltro questa strada è pericolosa, perché a scorrimento veloce e senza rallentatori», almeno nella parte finale. Alla fioreria Faieta, la titolare Annamaria con Nina e Stefano, raccontano di una strada «impraticabile e pericolosa da decenni, dove non ci sono strisce pedonali visibili e la gente, a piedi o in bicicletta, cade a terra in continuazione».
Donata Labriola passeggia su via Colle di Mezzo, ma non resiste alla tentazione di far vedere «tutte le buche di via Di Girolamo» dove risiede. Davanti ai civici 78-80-88 e 90, «c’è una voragine profonda che si allarga sempre di più. Fortuna che l’hanno transennata, ma è lo stesso pericolosa. Chi è distratto, ci può finire dentro». Per non parlare «delle erbacce che crescono rapidamente intorno agli alberi del viale». Tornando in via Colle di Mezzo (nella parte alta e in zona cimitero i marciapiedi sono stati rimessi a nuovo e le buche richiuse), gli automobilisti che parcheggiano nell’area tra il cimitero di Colle Madonna e il Parco del Sole, costeggiando strada Ciattoni, si imbattono in due discariche a cielo aperto. In una si contano 18 buste di plastica nera sigillate, e altre aperte dove si intravedono pietrisco e fogliame, circondate da vecchi guanti, mattoni, bottiglie di vetro e plastica, cartacce. Nell’altra, poco distante, la scelta è più ampia: bilance, pneumatici, serrande, cuscini, sedie, cassette di legno, un materasso e persino un aspirapolvere e un canestro da basket.